di Omar Macchi
CASSANO MAGNAGO – Aiutare l’Africa e sensibilizzare sulla violenza di genere. È questo il senso del progetto messo in piedi dalla scrittrice Vilma Dotto con l’associazione culturale Futura di Cassano Magnago, che venerdì 18 ottobre devolveranno parte del ricavato dalla commedia “Ditegli sempre di sì” messa in scena dalla compagnia “I figli di Anna” al Gruppo missionario Merano. Ai presenti verrà anche distribuito il vademecum sulla violenza di genere scritto da Stefania Passiu, presidente di Futura.
Dalla parte dell’Africa e delle donne
L’appuntamento è per le 21 di venerdì 18 ottobre all’Auditorio Giovanni XXIII di Cassano Magnago. Qui, la compagnia teatrale amatoriale “I figli di Anna” porterà sul palco la commedia di Eduardo de Filippo “Ditegli sempre di sì”, con la regia di Giosuè Andreozzi. Una serata solidale, in cui una cospicua parte del ricavato dalla vendita dei biglietti sarà devoluto al gruppo missionario “Un pozzo per la vita” Merano, impegnato in Africa con la promozione di progetti nell’ambito della cura della persona, della formazione professionale e dell’agricoltura.
Agli spettatori verrà distribuito anche il vademecum sulla violenza di genere dell’associazione Futura, tema tristemente attuale illustrato nel libro da un intervento di Stefania Passiu.
Tra i presenti in sala anche la scrittrice Vilma Dotto, già coautrice con Rocco Andrisiani (uno dei protagonisti della commedia) del libro per bambini “Per poter continuare a sognare”. Il suo nuovo lavoro letterario, la raccolta “Poeticamente. Da madre in figlia” è per un pubblico più adulto e la presentazione ufficiale è attesa a breve.
Il Gruppo Missionario Merano
Il Gruppo Missionario “Un pozzo per la vita” Merano è un’organizzazione di volontariato fondata da Alpidio Balbo, – oggi ultranovantenne e presidente onorario – che tornato da un viaggio in uno sperduto villaggio nel sud del Benin rimase colpito dalle precarie condizioni di vita delle persone incontrate. La sua missione è cooperare alla crescita dei Paesi in via di sviluppo e delle popolazioni che li abitano, diffondendo la cultura del dialogo ed ispirandosi ai valori della fratellanza fra gli uomini e della solidarietà fra i popoli. Non si contano i pozzi per l’accesso all’acqua, i presidi medici e quelli ospedalieri, ma anche le scuole di ogni ordine e grado per l’istruzione e la formazione dei ragazzi dell’Africa Occidentale (prevalentemente Togo, Benin e Burkina Faso) che hanno visto la luce grazie al gruppo.
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