Provincia, la maggioranza di Magrini? Larga, variabile e con Forza Italia

VARESE – Polenta e cinghiale. O risotto con pesce persico, giusto per essere “nostrani”. Primo e secondo piatto insieme. Carne e pesce. Non: “o carne, o pesce”. Se la geografia politica a Villa Recalcati fosse il menù di un ristorante, sarebbe piatto unico. Primo e secondo insieme in un’unica portata, dove le pietanze si mischiano. E la “magrinata”, cucinata a fuoco lento dal presidente Marco Magrini, e non senza difficoltà nell’amalgamare ingredienti, è servita.

«La Delrio è anomala, non lo scopro io – ha detto – e per governare questo Ente con le regole in vigore serve la responsabilità di ogni consigliere. Io non posso prescindere da coloro che mi hanno sostenuto e la mia volontà è quella di procedere in modo inclusivo e condividendo programmi e progetti per il bene del territorio. Come non possiamo non lavorare insieme?». Sconfinato – senza confini politici – Magrini.

Il bello della prima

Sedie del pubblico tutte occupate che hanno registrato anche la presenza di esponenti politici di partito. Tra i presenti c’erano Samuele Astuti del Partito Democratico; Franco Binaghi, segretario provinciale di Azione; Giuseppe Licata, consigliere regionale di Italia Viva e Marco Colombo, sindaco di Daverio di Fratelli d’Italia.

La maggioranza c’è (forse) ed è larghissima

A chi chiedeva di ribaltare la maggioranza perché i numeri erano a favore del centrodestra, ma anche chi voleva confini politici più netti. E pure ai dem, un po’ sorpresi dal risultato elettorale (i conti continuano a non tornare, ma quel che è fatto e fatto). A tutti i gruppi presenti è stato presentato il menù del presidente. Che verrà arricchito, aggiornato, integrato con le linee programmatiche di ogni gruppo. Perché tra le opposizioni, seppur con qualche sfumatura che sarà più evidente nel corso del cammino amministrativo del prossimo biennio, c’è chi ha fatto proclama di mettere in campo «un’opposizione costruttiva», ma pur sempre opposizione.

Detto questo, la sostanza del primo consiglio, che troverà declinazione concreta nei prossimi giorni con l’assegnazione delle deleghe, è che il presidente Marco Magrini non gode di una maggioranza in senso stretto come può essere quella di ogni consiglio comunale nazionale o del Parlamento, ma può contare su una maggioranza larga, anzi larghissima, seppur variabile a seconda dei temi. Ovvero ciò che voleva Magrini, dal suo punto di vista. «Ciò che potrebbe anche inchiodarlo», commenta qualcuno.

La prima portata: quella del presidente

«Io sono stato eletto da una maggioranza di centro sinistra e dei gruppi civici tra cui Eupolis. Ma la mia maggioranza ha lavorato e collaborato anche con il sostegno dei partiti di minoranza. Su Protezione civile, su Ptcp e su tante tematiche di interesse territoriale e trasversale abbiamo lavorato senza badare alle differenze di partiti. E parlo agli 8 consiglieri nuovi che devono sapere del lavoro fatto e del metodo con il quale si è arrivati ai risultati». Un presidente ecumenico. Molto ecumenico, in particolare con il centrodestra quando ad ogni opera fatta cita anche, nome e cognome, il consigliere con cui si è raggiunto l’obiettivo. Tante nomination per il centrodestra, non si sa mai in politica. Al PD, nemmeno un buffetto sulla guancia.

Il PD dà il benvenuto a Forza Italia

È Michele Di Toro, consigliere comunale a Varese (e questo non è un dettaglio) a ribadire l’appoggio dei dem al presidente Magrini. Ma non solo, perché l’intervento di Michele Di Toro regala due passaggi interessanti.

«Con le elezioni del 29 settembre, la Provincia non solo ha garantito la continuità di governo con il Presidente Magrini, il Pd e la compagine politica e civica centrista, ma ha portato ad un allargamento del perimetro politico della maggioranza che crede nel ruolo della Provincia», ha dichiarato Di Toro prima di mettere le cose in chiaro: «In maniera responsabile affronteremo le sfide che ci attendono nell’auspicio che, anche da questo consiglio provinciale tramite i consiglieri delle forze politiche, arrivi al Governo nazionale la spinta a non procedere in questo momento ai tagli agli enti locali. Siamo contenti di rimetterci al lavoro anche con un gruppo rinnovato e di notevoli competenze e collaborare con i consiglieri eletti nella lista centrista per portare avanti il programma del Presidente Magrini che fin dall’inizio abbiamo sostenuto e votato. Oggi si forma una nuova maggioranza, più forte, che può affrontare le sfide che sappiamo esserci e speriamo che sui progetti importanti ci possano essere tutti i consiglieri, anche quelli di minoranza, a prescindere dallo schieramento. Siamo pronti ad iniziare questo nuovo percorso accanto al Presidente e alle altre forze politiche consapevoli che esiste un nuovo ed allargato perimetro politico». In sintesi: “Cara Forza Italia, rimembra che non puoi agire come forza di centrodestra”. Lo strappetto forzista.

«Non siamo i Fratelli del presidente»

«Riconosco a Magrini la coerenza nel suo modo di parlare e di operare – ha detto Marco Colombo – e la capacità di arrivare sempre all’obiettivo che si era prefissato. È difficile votare contro il programma presentato da Magrini. Ma le elezioni hanno dato un indirizzo chiaro. E Fratelli d’Italia, che da uno è passato a tre consiglieri, era e resta sulle proprie posizioni politiche. E qui mi rivolgo ai consiglieri che ritengo essere di centrodestra (Forza Italia ed Eupolis ndr): come possono amministrare con chi sta con Elly Schlein?». Non siamo vostri Fratelli.

Marchesi: «Al centro i temi e non i posizionamenti»

«Noi siamo un gruppo, unito e compatto ed avremo il capogruppo – ha spiegato Matteo Marchesi della Provincia al centro – Questa lista nasce da un progetto politico condiviso da tutti. Abbiamo preso oltre 26 mila voti raccolti su tutto il territorio che ci hanno dato fiducia anche grazie al lavoro amministrativo svolto. La nostra linea? Dialogo senza preclusioni e disponibilità a lavorare su temi condivisi». Fiducia condizionata.

La pernacchia (politica) di Mulas

«Porterò avanti le esigenze che gli amministratori mi hanno sottoposto su temi quali viabilità, dissesto idrogeologico e protezione civile. Spero di avere la collaborazione del presidente – la voce del “lombardo ideale” Leslie Mulas – detto questo però, non digerisco le melasse politiche dove tutto è indistinto. Siamo amministratori politici e non di condominio. Quindi si ragioni su una maggioranza ben definita e solo in seguito si potrà capire quali sono le convergenze».

L’ammonimento di Ghiringhelli

«Fare politica significa avere idee – dice il leghista Sergio Ghiringhelli – I dati elettorali hanno premiato la lista di centro, hanno premiato gli amici di Fratelli d’Italia, non hanno premiato la Lega e non sono contento del risultato. In campo ci sono queste forze e Varese è una provincia di centrodestra, quindi non si può pensare di estromettere la nostra coalizione. Il problema è che non ci presentiamo uniti qui a Villa Recalcati. Insomma i centristi ci pensino bene se accettare le deleghe e governare con chi non ha i loro stessi valori».

Vettori cita Gaber: «Cos’è la destra, cos’è la sinistra?»

«C’è un po’ di confusione e vi invito ad ascoltare la canzone di Gaber su cos’è la destra e cos’è la sinistra – ha dichiarato Chicco Vettori – Un testo che descrive molto bene il dramma mai superato della politica italiana. Ora qua ci tirano la giacchetta da una parte e dall’altra, quando noi ci siamo messi a disposizione per il bene della Provincia e dell’amministrazione. I temi che ci dividono politicamente qui non contano. In Provincia non siamo chiamati a votare sulla maternità surrogata».

L’angolo tondo di Gilli

«In ogni coalizione ci sono sensibilità differenti e meno male, poiché altrimenti ci sarebbe il partito unico – ha detto Pierluigi Gilli della Provincia al centro – e l’amministrazione coincide con la politica, perché noi siamo stati eletti per amministrare. E siccome negli ultimi due anni l’Ente è stato amministrato bene, mi chiedo perché dovrei sacrificare un’opinione positiva per attaccarmi il distintivo di un colore piuttosto che un altro. Essere al centro significa essere pragmatici e al contempo capaci di avere una visione equilibrata. Basta lotta continua, basta fare questioni di partito. I centristi devono smussare gli spigoli degli opposti». L’angolo dei centristi è tondo.

Disparità di genere

«Ieri la Provincia di varese ha ottenuto la certificazione per la parità di genere e questo è motivo d’orgoglio per questo ente, però questa certificazione è una contraddizione se pensiamo che qui in consiglio sono l’unica donna presente», ha detto Alessandra Agostini, la sola quota rosa in un consiglio troppo sbilanciato nel genere.

Parità di genere in Provincia, ma solo una donna in consiglio. «C’è forte rammarico»

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