CUASSO AL MONTE – Un luogo di culto che torna a vivere dopo gli episodi di furti e danneggiamenti degli ultimi mesi. La chiesa dell’Ospedale di Cuasso al Monte si è riempita di fedeli per una messa riparatoria che ha voluto restituire al luogo la sua sacralità. Il rito, che si è svolto nella mattinata di oggi, sabato 26 ottobre, è stato promosso dall’Unità pastorale della Valceresio.
La messa
È stato don Marco Usuelli a celebrare la messa nella Chiesa dell’Immacolata. Al suo fianco don Franco, parroco delle tre parrocchie di Cuasso, e don Claudio, che ha letto una lettera del vicario decanale don Franco Gallivanone. La chiesa è stata recentemente oggetto di vandalismi ed intrusioni che ne hanno causato il danneggiamento ingente degli interni e il furto di oggetti dall’annessa casa del cappellano. L’incendio scoppiato presso l’Ospedale di Cuasso lo scorso agosto non aveva invece colpito il luogo di culto. Dopo sopralluoghi e pulizie è stata rimessa in ordine, pronta per la messa che si è celebrata stamattina.
Tornano i fedeli
Sulle panche tanti fedeli di Cuasso al Monte e non solo. C’erano anche le istituzioni, con i Comuni di Cuasso al Monte, Besano e Porto Ceresio e la Protezione civile di Cuasso al Monte. Quindi i rappresentanti di Asst Sette Laghi, che hanno autorizzato l’evento, e il Comitato per l’Ospedale di Cuasso al Monte. «Ridare vita e sacralità ad un luogo di culto profanato da indefinibili soggetti non può che gratificare la comunità tutta che ha risposto con una presenza importante alla funzione», è il commento del referente Gian Battista Teresini.
Le parole di Mulas
Tra i commenti alla mattinata anche quello di Leslie Mulas, sindaco di Besano e neo consigliere provinciale.
Questa mattina si è tenuta una messa riparatoria alla Chiesa dell’Ospedale di Cuasso dopo le profanazioni e le spoliazioni subite nei mesi scorsi.I ladri, vandali o appassionati di messe nere, hanno distrutto, sporcato, profanato e rubato ogni cosa.Persino il tabernacolo non è stato risparmiato.Ormai dentro non vi è più nulla da portare via, e quel poco che era rimasto è stato messo in salvo.
Stamattina la Chiesa era gremita di persone, nonostante il semplice passaparola, senza troppi clamori per evitare problemi di gestione della folla, ed è stato un bel segnale di fede, di attaccamento al luogo e di speranza.
La speranza che l’Ospedale possa tornare alla sua funzione di assistenza ai malati, e che non vi siano più atti profanatori o vandalici ora che -almeno la Chiesa- è stata messa in sicurezza.
Ha detto bene Don Marco: la speranza ha due figli, per citare sant’Agostino: indignazione e coraggio.
Stamattina erano presenti entrambi, e quindi c’era anche tanta speranza per un futuro migliore per Cuasso e la sua meravigliosa struttura sanitaria.
Ospedale di Cuasso, dopo l’incendio e le intrusioni arriva la vigilanza notturna
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