GALLARATE – Anche lui definisce «deludente» il piano di riconversione del Sant’Antonio Abate presentato lo scorso martedì a Gallarate da Asst Valle Olona e Arexpo. Per questo motivo Roberto Delodovici, membro laico della Commissione Sanità e da pochi giorni anche nuovo responsabile provinciale dei Seniores di Forza Italia, chiede che perlomeno «non ci siano ritardi nell’apertura prospettata entro il 2025 delle due Case di Comunità hub e spoke in via Leonardo da Vinci e in Villa Sironi», dove i vertici sanitari hanno promesso la collocazione di 48 ambulatori. «Non posso pensare che i cittadini di Gallarate si debbano spostare a Cassano Magnago o Somma Lombardo».
L’ospedale di comunità
Delodovici non nasconde che le parole della dg di Asst Valle Olona, Daniela Bianchi, «hanno lasciato perplessi tutti», in particolare per la decisione di collocare a Somma Lombardo tutti e 40 i posti letti del futuro Ospedale di Comunità. «E’ bene che i cittadini sappiano che non si tratta di un ospedale, ma di una struttura di ricovero di appoggio dopo i ricoveri subacuti, dove viene garantita assistenza e sorveglianza sanitaria infermieristica continuativa ma il medico è presente quattro ore al giorno». Detto ciò, secondo il forzista, sarebbe comunque dovuto rimanere a Gallarate. «Così era scritto nell’accordo risalente al 2021, che lo collocava al Boito. Noi già allora dicevamo che non era adatto e che il Trotti Maino o il Polimedico erano le soluzioni migliori. Eravamo convinti che le nostre osservazioni erano state recepite, non pensavamo certo che, per ragioni suppongo legate al Pnrr, venisse invece spostato tutto a Somma».
E il Trotti Maino?
Il Commissario laico non intende certo gettare con l’acqua sporca anche ciò che di buono è emerso durante l’ultima seduta. Si riferisce ovviamente alla collocazione del Polo neuropsichiatrico al Polimedico est («una buonissima scelta») al mantenimento del Centro prelievi e del servizio dialisi in centro città, alla riconversione del Casermone in hub delle emergenze («non era affatto scontato»). Ma sul destino ancora indefinito del Trotti Maino, l’ultimo padiglione realizzato poco più di vent’anni fa all’interno del Sant’Antonio Abate, chiede immediate rassicurazioni: «E’ in ottimo stato e con un reparto di radiologia ancora efficiente. Non posso immaginare che possa essere venduto o ancora peggio demolito. L’ipotesi di collocare un privato convenzionato o di riconvertirlo attraverso convenzioni con le Rsa già presenti nella nostra città, devono assolutamente essere prese in considerazione».
L’ospedale di Comunità non sarà a Gallarate, va a Somma. Scoppia la rivolta
