Busto in festa per i cento anni della Stazione Fs. Ma RFI non si fa vedere

BUSTO ARSIZIO – La “Stazione FS” compie un secolo di vita ma il padrone di casa – RFI, società del gruppo Ferrovie dello Stato – non si presenta. Ed è il sindaco Emanuele Antonelli a richiamarla, in qualche modo, alle sue responsabilità: «È vero che ci sono cose che non funzionano, ma festeggiare serve da monito a chi ha il dovere di metterle a posto, ma anche ai maleducati che fanno danni».

Tutti (stretti) alle Tommaseo

Cento anni dopo l’affollata inaugurazione con il duce Benito Mussolini e l’acclamatissimo Arcivescovo (bustocco) di Milano cardinal Eugenio Tosi, il meteo incerto toglie la bellezza della celebrazione in piazza. Ma la Stazione neo-centenaria è addobbata a festa con «le bandierine tricolori», a ricordare quelle che cento anni fa sventolavano gli studenti delle scuole Tommaseo per celebrare il nuovo scalo ferroviario della città, come ricordato da Anita Ascolese, studentessa della scuola di via Sanzio. Ed è proprio l’istituto scolastico ad ospitare, nell’angusto atrio, autorità e cittadini per la cerimonia ufficiale che conclude la tregiorni di eventi voluti dal comitato del centenario insieme all’amministrazione comunale.

Un secolo dopo

Proprio come il 25 ottobre 2024, ci sono i ragazzi delle Tommaseo e c’è l’accompagnamento musicale della “banda” del corpo musicale Pro Busto. Rispetto ad allora invece non c’è nessun rappresentante del governo – era stato invitato il vicepremier e ministro dei trasporti Matteo Salvini ma ha declinato – e ci si deve “accontentare” delle autorità civili e militari della città. Con il sindaco Antonelli affiancato dal Prevosto monsignor Severino Pagani e dal comandante dei Carabinieri Andrea Poletto e i neo-assessori Luca Folegani, Alessandro Albani e Chiara Colombo accanto alla presidente del consiglio comunale Laura Rogora e alla “regista” dell’evento, l’assessore alla cultura e identità Manuela Maffioli.

Il sindaco e il monito

Si festeggia una Stazione che «ha visto passare generazioni di pendolari, viaggiatori, lavoratori», come sottolinea il sindaco Antonelli, «ma che è anche un monumento all’inclusione» grazie al rifugio per i senzatetto. «Una celebrazione ma anche una riflessione sul futuro di mobilità sostenibile e di integrazione delle reti trasporto». E «a chi dice che c’è poco da festeggiare, per le strutture che non funzionano e i ritardi dei treni», il primo cittadino ribatte che «è vero, ma è necessario festeggiare affinché sia da monito per le persone che ci lavorano e per chi è delegato a curare gli aspetti infrastrutturali, a far sì che vengano messi a posto finalmente, ma anche a tutti i cittadini che devono maturare. Tante strutture non funzionano per la nostra maleducazione, come ad esempio i bagni sistemati e rotti il giorno dopo. Ogni danno è a tutti noi, alla città e ai pendolari».

Cuori per la Stazione

L’assessore Manuela Maffioli ringrazia i «tanti cuori che hanno saputo battere all’unisono» e fa eco al sindaco: «Tutti i compleanni hanno ragione di essere festeggiati, quelli tondi in modo più intenso. Questa è una tappa doverosa, e un momento di significato. La Stazione è un edificio attorno a cui c’è stata una trasformazione urbanistica, economica ma anche sociale. Busto si è aperta al mondo. E nelle trasformazioni di spazi in corso in città sta il senso del futuro, che non può prescindere dal nostro passato». Al microfono della conduttrice Chiara Milani sfilano anche la docente Francesca Moretti per le Tommaseo e il presidente dell’ associazione Enrico Dell’Acqua Sergio Colombo, oltre ovviamente alla promotrice del comitato del centenario Antonella Rabolini, che venerdì aveva presentato in un’affollata sala Monaco il libro “Un secolo di stazione”, mentre nel corridoio sono in mostra le foto storiche dell’inaugurazione, tratte dall’archivio personale di Riccardo Pagani.

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