“Linea verde” con le nuove assunzioni alla medicina interna dell’ospedale di Legnano

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LEGNANO – La medicina interna di Legnano si rinnova. «Anche se gli “antichi maestri” hanno insegnato molto – si legge in una nota diramata oggi, martedì 29 ottobre, dall’Asst Ovest Milanese – cresce il bisogno di giovani internisti che conoscono meglio il progresso tecnologico e lo applicano con grandi risultati sul paziente, che è la principale fonte delle informazioni necessarie al ragionamento clinico e quindi alle decisioni conseguenti.

«Di qui la necessità di garantire una prestazione sanitaria di qualità che metta al centro il paziente; il bisogno di saper rispondere con appropriatezza alle nuove sfide generate dai cambiamenti tecnologici ed epidemiologici, che hanno portato alla prevalenza di polipatologie, comorbilità, politerapie con poche evidenze scientifiche sul paziente reale. La credibilità professionale necessita sempre di aggiornamenti continui, essendo quella medica una professione che ha il privilegio di auto-determinarsi grazie alla propria storia ed etica professionale. L’evoluzione tecnologica migliora di molto la diagnosi e la terapia e orienta verso la medicina di precisione».

Già al lavoro tre giovani laureati a Pavia

Queste considerazioni hanno tenuto banco ieri mattina all’Università degli Studi di Pavia, Scuola di specializzazione in medicina interna, convenzionata con quella di Legnano, dove hanno conseguito il titolo di specialista in medicina interna con il massimo dei voti e la lode tre giovani medici (nella foto in alto) già assunti nel reparto di Legnano diretto dal professore Antonino Mazzone, con le tesi di specializzazioni svolte nello stesso ospedale.

Francesco Di Terlizzi ha discusso una tesi sulla “sepsi nei reparti di medicina interna, Studio monocentrico osservazionale su tipologie, outcomes e biomarcatori predittivi”, affrontando un problema molto attuale sulle sepsi che sono aumentate di cinque volte in tali reparti. Giacomo Grandi ha discusso una tesi dal titolo “La riospedalizzazione in medicina interna: identificare il paziente ad alto rischio e il ruolo del follow up ambulatoriale”, un lavoro di miglioramento organizzativo che dimostra come il paziente, se rivisto entro 10 giorni dopo la dimissione, rientra in ospedale solo nell’8% dei casi laddove per quelli affidati al territorio le riospedalizzazioni superano il 40%. Infine, Giorgio Rotola si è specializzato presentando un approccio innovativo “Antibiotico terapia CD64 correlata nella riacutizzazione della broncopneumopatia cronica ostruttiva”: si tratta di un marcatore specifico che permette di individuare il paziente che si riacutizza e, invece di dare a tutti l’antibiotico, permette di prescriverlo solo a quelli che hanno un’infezione batterica identificata da questo nuovo marcatore.

Cure al passo con lo sviluppo della tecnologia

I tre già lavorano a Legnano e si aggiungono ad altri tre specialisti con il massimo dei voti sempre provenienti da Pavia: Lavinia Pitotti, Francesco La Pia e Virginia del Rio. «In questo momento di grave carenza dei medici – sottolinea l’Azienda sociosanitaria dell’Ovest Milanese – essi rappresentano una garanzia per continuare con la qualità che ci contraddistingue l’assistenza ai pazienti, anche supplendo con grande disponibilità, passione e altruismo alle carenze dei medici del pronto soccorso. Tutti hanno una preparazione tecnologica con capacità ad eseguire ecografia sia addome fegato milza sia cardiovascolare, permettendo altresì di spostare molto meno gli ammalati e fare le prestazioni a letto” bed side”.

«Tutti questi medici hanno una formazione e un continuo aggiornamento, che si propone di rivisitare il metodo clinico arricchendolo di tutti quegli elementi etici, epistemologici, metodologici e tecnologici che possono fare diventare l’internista, e in generale il medico, consapevole di tutti quegli strumenti intellettuali, pratici e tecnologici necessari per realizzare nei fatti una pratica clinica eccellente, oltre a un miglioramento continuo del rapporto medico-paziente. Sono loro che rappresentano il futuro della medicina interna dell’ospedale di Legnano».

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