a cura di Angela Bruno
Venerdì 1 novembre
‘For my best family’ di Meriem Bennani, un balletto-rivolta di 192 ciabatte
Proposta molto originale alla Fondazione Prada, in Largo Isarco 2 dalle 10 alle 19: viene mostrata una grande installazione meccanica che anima 192 infradito e ciabatte in un “balletto-sinfonia-rivolta” che crea anche una composizione musicale (con una colonna sonora realizzata insieme al produttore Cheb Runner) nella mostra ‘For my best family’ dell’artista marocchina Meriem Bennani. La rassegna è il progetto più ambizioso che Bennani abbia mai realizzato in termini di complessità, dimensioni delle opere e durata del processo creativo, che ha richiesto più di due anni di lavoro. “Uno dei temi centrali di ‘For my best family’ è il saper stare insieme, chiedersi – spiega l’artista – dove inizia e finisce una persona. L’installazione si basa su un concetto astratto e si riferisce alla collettività in senso ampio, a una forza che prende le sembianze di un corpo multiforme”.
Concerti del jazzista Bill Frisell, un viaggio sull’amicizia, alla Triennale
Alle 20 e alle 22 nell’ambito della rassegna Jazzmi 2024, alla Triennale in viale Alemagna 6, si tengono i concerti di Bill Frisell. Lo spettacolo, “Four”, è un viaggio meditativo in tredici brani incentrato sulla perdita, l’amicizia e il rinnovamento personale. Un insieme di brani originali che si intrecciano con qualche pezzo della precedente carriera artistica di Frisell. Ad accompagnarlo un gruppo di amici musicali, spiriti indipendenti e menti affini: Gerard Clayton al pianoforte, Johnathan Blake alla batteria, il collaboratore storico Greg Tardy al sassofono e clarinetto. Registrato durante la pandemia, il progetto è un luogo sicuro in cui l’espressione di ogni artista emerge in parti uguali. William Richard Frisell, detto Bill, classe 1951, è un chitarrista e compositore statunitense di musica jazz. È considerato uno dei chitarristi più rappresentativi della sua generazione.
Sabato 2 novembre
‘La coscienza di Zeno’ di Alessandro Haber al Teatro Carcano
Il Teatro Carcano, in corso di Porta Romana 63, propone alle 20.30 un classico: “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo portata in scena da Alessandro Haber. Lo spettacolo restituisce l’affascinante complessità del milieu in cui Svevo concepisce e ambienta il romanzo e ne illumina i nodi fondamentali e potentemente antesignani attraverso l’inedito adattamento, nato dalla collaborazione fra Paolo Valerio e Monica Codena. Hanno lavorato attentamente sull’innovativa scrittura sveviana su interessanti scelte di messinscena e su un protagonista fuori da ogni cliché come appunto Alessandro Haber.
E’ lui a coniugare la profondità e l’ironia surreale di Zeno Cosini, a tratteggiarne complessità e fragilità, senso d’inadeguatezza e successi, autoassoluzione e sensi di colpa, la nevrosi e quell’incapacità di sentirsi “in sintonia” con la società.
A Palazzo Bagatti Valsecchi ‘Organic Flows’,la natura potente di Greta Affanni
A Palazzo Bagatti Valsecchi, in via Santo Spirito 7 dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, la galleria Maurizio Nobile propone l’esposizione Organic Flows, mostra personale dell’artista Greta Affanni. Venti opere, tra dipinti e disegni, narrano la poetica della giovane artista toscana. Poetica incentrata principalmente sulle relazioni tra natura e segno. Natura intesa sia come oggetto di contemplazione distensiva e nostalgica, ma anche come paura e rifiuto del mondo, sia esso animale o umano. Segno concepito invece come tentativo di mantenimento del contatto e del conflitto; ma anche come memoria futura, come tracciato di qualcosa che deve ancora avvenire, sia in senso positivo che negativo, come catastrofe o ricostruzione immaginaria. Le opere sono flussi organici (appunto Organic Flows), espressione di una natura potente che si manifesta senza alcuna imposizione.
Domenica 3 novembre
L’essere umano raccontato in maniera surreale da Lastrico al Manzoni
Pomeriggio domenicale al Teatro Manzoni: alle 15.30 va in scena “Sul Lastrico” scritto e diretto da Maurizio Lastrico che in funzione di mattatore è attore, stand up (in piedi rivolgendosi al pubblico), comico e cabarettista. Una solida formazione teatrale e una altrettanto proficua vita cabarettistica si fondono insieme per cercare di raccontare “semplicemente” l’essere umano. Lastrico è spesso associato ai suoi spettacoli in rime dantesche, con le quali ha conquistano gli spettatori per ironia e divertimento, raccontando la sua vita, le gioie e le sfighe, nelle quali ci si può riscontrare. In questo nuovo spettacolo parlerà della sua vita e della sua carriera, giocando sempre le rime dantesche, ma non solo, coinvolgendo i presenti ad interagire. Il live è l’habitat naturale dell’artista: la passione per il suo mestiere arriva forte e fa bene tanto quanto le risate che fa fare.
