Castellanza vuole spezzare il silenzio sulla violenza di genere: Area Giovani fa centro

di Sarah Zambon

CASTELLANZA – L’associazione culturale Area Giovani è riuscita a suscitare grande interesse in tutto il territorio, spingendo il folto pubblico presente al Cineteatro Dante di Castellanza – sold out da settimane – ad una profonda riflessione sulla violenza di genere e sull’importanza di formare i più efficaci “anticorpi” per individuarla per tempo e sconfiggerla.

Il plauso delle Istituzioni

Dopo un’emozionante coreografia portata in scena dai ballerini di Centro Arte Danza di Olgiate Olona, che hanno tradotto in movimento e musica l’angoscia e la voglia di rinascita che accomunano le vittime, a portare il loro saluto e sostegno all’iniziativa sono state le istituzioni, a partire dalla vicesindaco reggente Cristina Borroni, accompagnata dal prefetto di Varese Salvatore Pasquariello e dai consiglieri regionali Emanuele Monti e Samuele Astuti. In platea, oltre ai rappresentanti dell’amministrazione castellanzese e dell’Arma dei Carabinieri, diversi sindaci del territorio, tra cui Emanuele Antonelli di Busto Arsizio, Marco Scazzosi di Marnate e Lorenzo Radice di Legnano ed alcuni assessori della giunta comunale di Olgiate Olona e Gorla Minore. L’intera manifestazione è stata trasmessa in diretta dall’emittente televisiva regionale One TV, sul canale 79 del digitale terrestre.

Lo scopo dell’iniziativa

Ad aprire la serata, il presidente di Area Giovani Luca Signorini: «Il nostro evento nasce con lo scopo di sensibilizzare ciascuno di noi, fornendoci gli strumenti necessari per riconoscere i segnali d’allarme. La prevenzione inizia dalla conoscenza, e siamo convinti che ognuno di noi possa contribuire a fare la differenza». E le testimonianze dei due ospiti sul palco, moderati dalla giornalista del Corriere della Sera Giusi Fasano, la differenza l’hanno fatta davvero: Immacolata “Imma” Rizzo, madre di Noemi Durini, uccisa nel 2017 dal fidanzato Lucio Marzo, ed il noto medico e psicoterapeuta Alberto Pellai hanno offerto una vera e propria “radiografia” dell’odioso fenomeno della violenza, soprattutto dal punto di vista emotivo e sociale, sottolineando la fondamentale importanza dell’educazione al rispetto, che ogni famiglia, ogni scuola ed ogni ambiente in cui si vive devono promuovere attivamente, per eradicare stereotipi e retaggi iniqui e superati, permettendo una crescita armoniosa dell’individuo, fin dalla più tenera età.

Giusi Fasano e Alberto Pellai

L’appoggio di Doppia Difesa

Ad impreziosire ulteriormente la serata sono stati i videomessaggi di Michelle Hunziker e dell’avvocato Giulia Bongiorno, fondatrici di Doppia Difesa, la fondazione che dal 2007 aiuta chi ha subìto discriminazioni, abusi e violenze ma non ha il coraggio, o le capacità, di intraprendere un percorso di denuncia. La showgirl svizzera ha sottolineato che «le leggi da sole non bastano per contrastare la violenza sulle donne: serve un cambiamento profondo della società. Prepotenza, aggressività, gelosia ossessiva sono tutti atteggiamenti davvero sbagliati, che i giovani devono imparare a riconoscere e contrastare fin da quando stringono i loro primi legami sentimentali. Fiducia, comprensione e rispetto sono i mattoni per costruire i rapporti con gli altri: chi vi ama davvero non cercherà mai di umiliarvi o ferirvi. Se si è vittime di violenza, non bisogna mai vergognarsi di chiedere aiuto».

L’avvocatessa Bongiorno ha invece ricordato le prerogative della Fondazione Doppia Difesa, per merito della quale sono state anche promulgate delle leggi come “Codice Rosso”, «che potrebbe tranquillamente essere chiamata “legge Imma Rizzo“: Immacolata, infatti, ci aveva segnalato che, all’epoca della scomparsa della figlia, aveva chiesto aiuto alle Forze dell’Ordine, ma questo aiuto non era arrivato. Da allora in poi, grazie a questa tragica esperienza, lo Stato interviene entro tre giorni dalla segnalazione di una potenziale vittima, per evitare che la violenza possa verificarsi».

La vicinanza della Regione

Pur non essendo presenti di persona per altri impegni istituzionali, i vertici di Regione Lombardia hanno voluto esprimere la loro vicinanza e gratitudine ad Area Giovani. Il governatore Attilio Fontana ha inviato una lettera all’associazione castellanzese, in cui coglie l’occasione “per esprimere la mia stima per l’impegno dedicato ad affrontare temi sociali, politici e culturali di maggiore attualità e rilievo. Il contrasto al fenomeno della violenza di genere richiama l’urgenza del dialogo e della condivisione. La prevenzione, intesa come capacità di intercettare comportamenti, gestire emozioni, cogliere segnali d’allarme, passa attraverso la consapevolezza diffusa. Saluto i vostri illustri relatori, gli ospiti e le preziose testimonianze e mi soffermo sull’importante compito di un’associazione di giovani – come la vostra – nel promuovere l’educazione al rispetto e alla legalità».

Anche l’assessore regionale alla cultura Francesca Caruso ha fatto avere un messaggio agli organizzatori della serata: «Il contrasto alla violenza di genere è, da sempre, un tema che mi sta molto a cuore al centro della mia attività professionale e politica. Da avvocato ho collaborato per anni con i centri antiviolenza del territorio della provincia di Varese prestando assistenza legale a tutti coloro che ne avevano bisogno, e, in questa veste, ho potuto “toccare con mano” la vastità del problema e le sue dinamiche. Anche quelle più nascoste e dolorose. Attraverso questo percorso ho maturato la convinzione che la lotta a questa odiosa piaga non può, e non deve, fermarsi ad un mero discorso di leggi e repressione, è invece basilare pensare a come si possano educare i nostri giovani, fin dalla tenera età, alla cultura del rispetto reciproco».

Il commento di Alessio Gasparoli

A fine serata, il presidente onorario di Area Giovani Alessio Gasparoli ha dichiarato: «Abbiamo affrontato un tema complesso e urgente: sono convinto che continuare a parlarne sia essenziale per promuovere consapevolezza e, soprattutto, per generare un vero cambiamento nella nostra società. Ovviamente, una conferenza non basta per risolvere o comprendere pienamente il problema; abbiamo però voluto piantare un seme, nella speranza che venga accolto e fatto crescere dalle scuole, dai ragazzi, e da ciascuno di noi».

A Castellanza serata contro la violenza, con Hunziker, Pellai e Bongiorno

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