BUSTO ARSIZIO – «Distanza da Hollywood: 9685 km». Dalla sua Busto Arsizio, Max Croci probabilmente un giorno ci sarebbe potuto anche arrivare, e non solo nei sogni di un ragazzino con la passione del cinema che è riuscito a diventare un regista di successo. A sei anni dalla sua prematura scomparsa, la città del cinema e dell’istituto Michelangelo Antonioni – dove Max insegnava regia – ha ricordato il regista di “Poli opposti” e “Al posto tuo” con una serata omaggio in sala Monaco alla presenza della mamma di Max, Gabriella, in prima fila a fianco dell’assessore alla cultura e identità Manuela Maffioli. Che ha ribadito: «È un regalo che facciamo alla città».
«Max ci manca»
«Ci manca – ha sintetizzato Luca Borsa, il game designer da sempre nello staff del BAFF – Max era un professionista che amava il suo lavoro e aveva rispetto per chi lavorava». Chi lavorava con lui, come Stefano e Ivan, rivela che «era un passo più avanti» e che già in gioventù «era un ragazzo che faceva cose incredibili». E Simone Del Vecchio, uno degli autori del documentario di Sky Cinema, “A proposito di Max”, lo ha definito «una persona unica. Era un grande aggregatore, riusciva a fare squadra in modo straordinario, sempre generoso. C’era un mondo Max Croci e il resto del mondo». Nel documentario proiettato in sala compare anche l’ex direttore artistico del BA Film Festival Steve Della Casa, che elencando i successi della carriera di Max afferma: «Tutto questo l’hai fatto partendo dalla lontana Busto Arsizio nei croccanti anni ‘90».
La lettera a Max di Paolo Castelli

Ma è stato Paolo Castelli, per tanti anni direttore esecutivo del BA Film Festival e docente ICMA al fianco di Max Croci, ad offrire il più lucido e visionario ricordo del suo grande amico che aveva sfondato nel mondo del cinema. Passando in rassegna una serie di episodi che lo legano indissolubilmente alla figura del regista bustocco: dall’associazione culturale Soft Landing di via Pirandello al festival “Cartoon e dintorni” che avevano organizzato dall’87 al 2001, dall’ospitata di Max da Serena Dandini ad Avanzi al corto “Soltanto uno scherzo” girato a Busto con Maurizio Crozza e il figlio Giovanni. E ancora, dal noir immaginario “B.A. Confidential” al «mockumentary sul motel Pagoda in stile Shining» fino alle battute sull’incomunicabilità del maestro Michelangelo Antonioni che «al bar ordinava un “Inespresso”». Perché, la chiosa di Castelli, «è come se avessimo sognato assieme sullo stesso aereo per una parte della nostra vita, come in “Inception” di Christopher Nolan»..
Busto, sei anni senza Max Croci: serata omaggio al regista in Biblioteca
