BUSTO ARSIZIO – Parcheggio dei dipendenti comunali, l’amministrazione mette sul piatto 90 posti auto distribuiti nelle varie aree di sosta gestite da Agesp attorno al centro e l’assemblea del personale rinuncia alla proclamazione dello stato di agitazione. «Un’apertura c’è. Ed è un buon risultato – sostiene Angiolino Liguori, sindacalista del CSA – le promesse però vanno mantenute, nell’immediato».
Sold out in Tramogge
La sala Tramogge dei Molini Marzoli è piena, per l’assemblea convocata per discutere in primis della questione posteggi, ma anche delle diverse altre criticità sul tavolo, dalle progressioni verticali al fondo incentivante, fino al tema dell’inadeguatezza del comando di Polizia locale («le celle non ci sono ancora» sottolinea Angelo Lusenti, delegato CISL) all’annoso e sentito tema della carenza di organico. Subito arriva il colpo di scena, con l’annuncio, da parte dei rappresentanti sindacali, della proposta dell’amministrazione, arrivata con «una mail fresca di giornata»: l’ipotesi di ricavare 90 posti auto in diversi parcheggi» attorno al centro città, come vicolo Landriani, via San Michele, via Culin. Per i sindacalisti è un primo passo: «Un segnale per i dipendenti. Ricordiamo che a livello normativo non è un diritto garantire il posto auto. Ma per un dipendente che guadagna mediamente 1500 al mese, 45 euro al mese di abbonamento per la sosta sono 5-600 euro all’anno che gravano sui bilanci familiari».
Niente voto
Peraltro, con il parcheggio all’ex Borri off limits, gli abbonamenti non sono un’opzione nell’immediato: «Non ci sono più posti disponibili». Quella avanzata dall’amministrazione rimane comunque «una soluzione tampone», e le RSU lo evidenziano chiaramente. Continueremo a premere – l’impegno – per la soluzione dell’area dietro al parcheggio Landriani, oggi inutilizzata. Ma ci vogliono tempo e soldi per trasformarla in posteggio». E ancora non sono note le condizioni dettagliate della proposta: «Tra i funzionari è stato fatto un sondaggio per verificare quanti dipendenti vengono al lavoro in macchina. Ancora non sappiamo se i posti auto sono sufficienti a coprire tutto il fabbisogno né quali saranno i criteri di ripartizione». Ma alla fine tanto basta per evitare il voto dell’assemblea sulla proclamazione dello stato di agitazione. Anche se rimangono dubbi tra il personale e qualche critica da parte delle sigle sindacali di base, come quella di Pino Jursich di ALCobas: «Dopo due anni di presa in giro chiediamo tempi rapidi e posti sufficienti per tutti».
Batti e ribatti
E se il problema parcheggi per il personale di Palazzo Gilardoni non è ancora risolto, all’orizzonte se ne intravede già un altro analogo, quello dei dipendenti dei Molini Marzoli nel momento in cui (febbraio 2025) partiranno i lavori in piazza del mercato. «Speriamo che stavolta si riescano a muovere per tempo» sospirano i rappresentanti sindacali. L’assemblea si scalda quando si parla anche delle altre questioni, e le varie organizzazioni sindacali battibeccano sui temi nazionali più divisivi, a partire dal contratto nazionale di lavoro. E a margine dell’assemblea il sindacalista di ADL Fausto Sartorato non le manda a dire all’assessore al personale Mario Cislaghi: «Ribadisco che una politica del personale non c’è. Ma l’altra epoca è la sua, noi guardiamo i fatti e non prendiamo lezioni da chi ha cambiato mille casacche. I fatti sono chiari: manca personale, le risposte non vengono date, l’accordo sul premio di produttività 2024 non è stato fatto, e si arriva sempre all’ultimo a firmare con l’acqua alla gola. Le RSU firmano se ci sono le condizioni».
Busto, Cislaghi: «Posteggio dipendenti, la soluzione arriva. Assunzioni? 43 nel 2024»
