LEGGIUNO – Luigi il primo, Gianluigi il secondo. Ma per gli amanti dello sport italiano sono entrambi Gigi. Il grande numero 11 Riva, il figlio di Leggiuno, ricordato da Buffon, proprio colui che ora riveste il ruolo di capodelegazione della Nazionale di calcio in passato ricoperto da Rombo di Tuono. Le parole del portierone azzurro (qui sotto l’intervista) sono state al centro della celebrazione che la Figc ha voluto dedicare a Riva stamattina, sabato 16 novembre, a Leggiuno.
Eterno Riva
«È stato un esempio, andate a vedere su YouTube cosa ha fatto – ha detto Buffon ai piccoli calciatori delle società locali intervenuti in sala consiliare – era una colonna, una certezza. Riva ha sempre preso decisioni scomode, ma se lui sarà eterno è proprio per quelle decisioni che ha preso». Un rapporto forte tra i due nato negli anni dell’ultimo trionfo ai mondiali degli azzurri, Germania 2006. Un periodo che ha ricordato anche Gabriele Gravina, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. «Come dimenticare l’esultanza al rigore di Grosso – ha detto – Gigi è stato un’icona straordinaria del calcio italiano, un monumento dello sport per capacità tecnica e di valori umani».
Gli auguri per gli 80 anni
Il momento istituzionale di stamattina, solo il primo di una giornata che proseguirà al pomeriggio con un allenamento della nazionale under 18 (schierata al completo alle spalle dei relatori), è stato promosso dalla Federazione per celebrare gli 80 anni che Riva avrebbe compiuto lo scorso 7 novembre. Tra i presenti anche un altro campione del mondo come Giancarlo Antognoni, capodelegazione della nazionale under18. «Mi identifico in lui: condivido pienamente la sua scelta di restare a Cagliari, come feci io con la Fiorentina». Era un calcio diverso da quello di oggi, quando le bandiere ancora esistevano. E Riva è stato tutto questo per la Sardegna, tanto che fuori dal Municipio non sono mancati i vessilli con i quattro mori.
«Tornava sempre qui»
A ricordare l’uomo prima del calciatore è stato il figlio, Nicola Riva, che ha trascorso la sua gioventù a Leggiuno, un luogo rimasto sempre nel cuore del padre. «Dopo le vittorie il massimo che faceva era tornare qui nel suo paese: questa era la sua felicità». Anche l’amico d’infanzia Pasquale Brunella ha ricordato le estati passate con Riva sul Lago Maggiore, dove tornava non appena finiva il campionato di serie A. Non ha mai giocato a calcio invece il sindaco Giovanni Parmigiani. «Ero proprio una schiappa: ma Riva lo ricordo bene perché siamo coetanei. Rimarrà sempre nei nostri cuori».
80 anni fa nasceva Gigi Riva: Leggiuno lo ricorda con la nazionale under18
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