BIANDRONNO – La delicata situazione di Beko e il futuro di centinaia di lavori dello stabilimento di Cassinetta continua a tenere banco tra i partiti e gli esponenti politici della provincia di Varese. Dopo le immediate reazioni di ieri, oggi, giovedì 21 novembre, hanno fatto sentire la propria voce il consigliere regionale Luca Daniel Ferrazzi, il provinciale del Partito Democratico e il deputato dei Cinque Stelle Antonio Ferrara.
E se Ferrazzi parla di sciacallaggio industriale, puntando il dito anche su Regione Lombardia «a più di un mese dalla mia richiesta non ha convocato alcuna audizioni con le parti in causa»; il PD della provincia di Varese definisce il pieno presentato da Beko «sconcertante». Ferrara dei Cinque Stelle invece chiede al ministro di intervenire in Aula.
La nota di Ferrazzi
Ho sollecitato per iscritto il Presidente della IV Commissione regionale Attività produttive, istruzione, formazione e occupazione, Marcello Ventura di FdI, la calendarizzazione dell’audizione urgente dei sindacati dei lavoratori e dei rappresentanti dell’azienda Beko Europe sulla grave crisi industriale, come richiesto dalla mozione n.181, che mi ha visto come proponente e che è stata approvata il 10 settembre scorso all’unanimità dal Consiglio Regionale Lombardo. Purtroppo, le preoccupazioni espresse nel testo hanno trovato riscontro con la volontà dell’azienda di procedere a più di 500 licenziamenti nello stabilimento di Biandronno resa nota nella serata di ieri.
E’ paradossale che su una questione così rilevante e con un impegno votato all’unanimità dal Consiglio con richiesta di urgenza, dopo più di un mese e mezzo non si sia ancora fatto nulla. Mi auguro che si mantenga un fronte compatto a tutti i livelli istituzionali nei confronti di una scelta che rappresenta un atto di sciacallaggio industriale senza pari e che sia garantita la continuità produttiva anche utilizzando il “Golden Power” da parte del governo. Oggi si deve difendere occupazione e produzione non pensare a ricollocare i lavoratori.
Il PD provinciale
Il piano presentato da Beko è sconcertante. Quello che è successo ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy assolutamente sconcertante. La proposta strategica presentata da Beko conferma purtroppo le previsioni negative circolate nei giorni scorsi, che si sono concretizzate nel peggiore dei modi nel proseguimento dell’incontro tra Beko, il governo e le rappresentanze istituzionali e sindacali. La segreteria provinciale del Partito Democratico di Varese e tutti i circoli PD del territorio in cui insiste Beko sono a fianco delle migliaia di persone che rischiano l’esubero ed, in particolare, alle circa 500 maestranze di Cassinetta, dove si prevede il forte ridimensionamento della produzione.
Un piano aziendale come quello annunciato da Beko è del tutto inaccettabile poiché prevede investimenti insufficienti e nessuna visione per il comparto in Italia. Non si può che chiedersi dunque quale sia stato di fatto l’intervento di mediazione da parte del governo, il quale si è finora limitato a millantare l’esercizio del Golden Power ottenendo, evidentemente, un nulla di fatto. Il Golden Power è una prerogativa del governo e chiediamo con forza che venga usato in modo più netto. E’ gravissimo poi che in una partita del genere il ministro competente non fosse nemmeno presente in audizione e che ci sia un silenzio assordante da parte dei ministri e membri di governo del nostro territorio. I lavoratori e le loro famiglie hanno bisogno di vedere degli interventi efficaci e concreti per la salvaguardia dei loro posti di lavoro. Continuiamo a manifestare la nostra solidarietà nei loro confronti e li supporteremo nelle mobilitazioni in ogni sede insieme alle rappresentanze sindacali».
Il Cinque stelle Ferrara
Urso deve venire immediatamente in aula a dirci cosa intende fare sull’indigeribile piano di ristrutturazione annunciato da Beko in Italia, che prevede la chiusura di due stabilimenti a Siena e Comunanza (Marche) e la riduzione drastica della fabbrica di frigoriferi di Cassinetta di Biandronno in Lombardia, con duemila lavoratori che tra pochi mesi verranno licenziati. Le destre hanno citato ancora una volta l’utilizzo del “Golden Power”, meccanismo che noi abbiamo sempre sostenuto e persino rafforzato negli anni passati, ma che in questo caso non va a incidere sugli assetti aziendali. Di fronte a un quadro simile il titolare del Mimit, che ieri all’incontro non si è nemmeno presentato, ha il dovere di venire in Parlamento immediatamente. Con lui a dettare le politiche industriali al Paese la produzione è in calo da venti mesi e i tavoli di crisi si stanno moltiplicando. La chiusura degli stabilimenti di Beko, ex Whirlpool, rischia di falcidiare anche centinaia di imprese dell’indotto degli elettrodomestici. E’ necessario scongiurare questa ecatombe occupazionale.
