di Claudio Ghisalberti
Beppe Marotta, presidente dell’Inter, se l’è presa: “È sorprendente e deludente che Lautaro Martinez non sia stato considerato tra i candidati del The Best Men’s player della Fifa dopo una stagione eccezionale. Le sue prestazioni straordinarie hanno contribuito a portare l’Inter a un traguardo storico e la nazionale argentina alla vittoria della Coppa America. In entrambe le competizioni è stato oltretutto il miglior realizzatore del torneo. Lautaro merita più rispetto e un riconoscimento maggiore“.
Ma l’attaccante nerazzurro quest’anno meritava il premio di miglior giocatore al mondo? No. Lamine Yamal, del Barcellona, e Vinicius del Real Madrid, giocatori che potrebbero segnare un’epoca, per esempio gli sono superiori. Anche il recente verdetto del Pallone d’Oro, vinto da Rodri con Lautaro solo 7°, è abbastanza significativo. L’attaccante di Bahia Blanca è un ottimo giocatore, non un fenomeno. È uno dei tre-quattro migliori centravanti in circolazione.
Che il 2023-2024 sia stata la miglior stagione di Lautaro, che sia stato determinante alla vittoria dello scudetto della stella e in Coppa America per la sua Argentina, è fuori discussione. Però la Serie A, di cui lui è il giocatore più pagato, non è certo il campionato più difficile e dove si gioca il calcio migliore. Almeno due tornei, Liga e soprattutto Premier, sono superiori. Le cifre quindi vanno in qualche modo “parametrate”.
In Champions, nella scorsa stagione l’Inter è stata eliminata dall’Atletico Madrid negli ottavi di finale dopo che lui ha realizzato, complessivamente, 2 reti in 8 gare. In questa stagione il rendimento di Martinez non è così esaltante, almeno con la maglia nerazzurra: in Serie A, 11 partite, 5 reti e 3 assist, in Champions 5 partite, un gol e un assist. Pochino, se sei un attaccante e ambisci a essere il re.

Poi, ma questa forse è più una sensazione, Lautaro è raramente decisivo nelle partite bollenti, quelle da vincere per forza. Quelle dove un leader lascia il segno, marchia la partita e la storia. Prendiamo per esempio le sfide con la Juventus, l’avversaria per antonomasia dei nerazzurri. Bene, contro i bianconeri in 13 sfide di campionato il bomber argentino è andato a segno solo due volte. Una sola rete in 5 sfide di Coppa Italia. Una miseria.
Infine, resta da considerare un fatto almeno curioso. L’argentino ha annunciato la firma del rinnovo con l’Inter il 12 agosto dopo una trattativa infinita. Sembrava sempre il momento buono, ma la fumata era ogni volta grigia. Eppure non c’erano squadre così fortemente interessate a lui. Non ci sono state società che si sono presentate con la borsa piena di dollari per prenderlo.
Insomma, se per ipotesi oggi al mondo ci fosse un presidente di un club con un budget infinito, firmerebbe come primo nome quello di Lautaro Martinez? Non credo.
