BUSTO ARSIZIO – Esposto, mozione di sfiducia o cos’altro? La minoranza riflette sul da farsi dopo le risposte ricevute dal sindaco Emanuele Antonelli sul caso dell’incompatibilità, di fatto acclarata, dell’attuale assessore Matteo Sabba al tempo in cui era consigliere comunale. «Assolto per aver commesso il fatto» scherza l’ex sindaco Gigi Farioli, citando un film di Alberto Sordi e richiamando «mai come ora, Busto città del cinema». Di certo c’è, parole di Valentina Verga del Partito Democratico, «sul caso il sindaco non può pensare di cavarsela così. Serve chiarezza e non superficialità». Significa che verranno intraprese azioni per non lasciar “morire” la vicenda con l’interrogazione.
Minoranze pronte alle barricate
Ma le contromosse alle risposte del sindaco, come detto, ancora non sono state decise: prima vanno valutati in modo approfondito tutti i documenti e le parole messe nero su bianco da Antonelli nella sua “assoluzione” al suo uomo di fiducia. È quello che stanno facendo i consiglieri di minoranza, a partire dai sette (i cinque del centrosinistra più i due capigruppo “centristi” Farioli e Luca Castiglioni) che avevano firmato l’interrogazione, tre settimane fa, per chiedere chiarimenti rispetto alla vicenda. Di certo la versione di Antonelli non va giù a chi aveva elencato i cinque quesiti. «Imbarazzante»: è l’aggettivo, non a caso, più gettonato nei commenti al caso Sabba. Tra le opzioni su cui stanno ragionando il PD e gli altri gruppi ci sarebbe la mozione di sfiducia dell’assessore, prevista dal regolamento del consiglio comunale ma a patto che a presentarla siano almeno nove consiglieri (dovrebbero essere tutti quelli dell’opposizione) e con il rischio concreto, in questi casi, di ricompattare la maggioranza. Ma altre possibilità sul tavolo sono l’esposto alla Corte dei Conti oppure, e qui potrebbe farlo qualunque privato cittadino, l’esposto in Procura.
Il “cinema” di Farioli
Se il PD valuta, l’ex sindaco Gigi Farioli parla senza mezzi termini di «una pagina non commendevole per le istituzioni e la loro credibilità». Ma trova anche il tempo per l’ironia, nel solco di «Busto città del cinema», citando una serie di possibili titoli per il film del “caso Sabba”, alla luce delle risposte del sindaco Antonelli. «Mi vengono in mente “Indagine su un cittadino al di sotto di ogni sospetto” – le parole del cinefilo Farioli – ma anche “Consapevole a sua insaputa” e soprattutto “Assolto per aver commesso il fatto“». L’ex sindaco però chiarisce, tornando serio: «Non ne voglio fare una battaglia personalistica, e questo lo dico davvero “in buona fede”, però è una questione di serietà e di dignità delle istituzioni. Non credevo fosse possibile prima di aver letto quelle risposte. Ora non vorrei che qualcuno andasse a disturbare altri “palazzi”, ma a memoria non siamo mai scesi così in basso a Busto Arsizio». Farioli rivolge un pensiero in particolare a Patrizia Testa, che ha «correttamente» rassegnato le dimissioni una volta rilevata l’incompatibilità quando è tornata alla guida della Pro Patria, ma anche agli uffici comunali, di cui dalla ricostruzione del sindaco «esce un’immagine imbarazzante, che non fa bene ai dipendenti».
Incompatibile da consigliere «ma in buona fede». Il sindaco assolve Sabba
