MILANO – Il Tar della Lombardia ha accolto il ricorso del comitato di cittadini contro il potenziamento ferroviario della tratta Rho-Parabiago (nella foto, una delle manifestazioni di protesta contro il progetto). Il provvedimento è stato preso nella camera di consiglio dalla terza sezione del Tribunale amministrativo il 25 ottobre e pubblicato venerdì scorso, 6 dicembre.
Il presidente della sezione, competente per l’ambiente, Marco Bignami ha quindi disposto l’annullamento dell’ordinanza del 28 giugno 2023 adottata dal commissario straordinario di Rfi-Rete ferroviaria italiana Vera Fiorani che conteneva il progetto definitivo per il potenziamento della linea ferroviaria Rho-Arona, con la costruzione del quarto binario nella tratta Rho-Gallarate. Tuttavia, tutto ciò potrebbe non comportare l’immediato stop dei lavori avviati nelle scorse settimane ma consentirne la prosecuzione, fino a quando non si pronuncerà in merito il Consiglio di Stato, supremo organo della giustizia amministrativa.
«Valutazione di impatto ambientale troppo datata»
“Il tema – si legge nella sentenza del Tar – coinvolge la disciplina eurounitaria in tema di Valutazione di impatto ambientale (VIA)” che “lascia agli Stati membri la scelta in ordine all’opportunità di introdurre un termine di validità alla Valutazione, mentre resta necessario, in ogni caso, che la Valutazione sia espressa in termini di attualità”. E qui sta la leva che ha mosso, con successo, il comitato dei ricorrenti: come scrivono i giudici regionali, “rispetto al progetto definitivo del 2013 le valutazioni ambientali sono solo quelle emergenti dal parere della Commissione VIA del 2014, rispetto alle quali non è stata effettuata alcuna analisi della permanente attualità dei dati ambientali e scientifici pertinenti, poiché il parere del 2022 interviene solo sulle parti progettuali modificate dopo il 2013 e per il resto rinvia alle valutazioni rese nel 2014, senza alcuna rivalutazione della fattispecie, alla luce di dati aggiornati come richiesto dal quadro normativo e giurisprudenziale eurounitario e nazionale”.
In sostanza, la VIA su cui si è basato il progetto definitivo era datata, risalendo a 10 anni fa: troppi per considerarla ancora “attuale” rispetto “anche alle implicazioni sociali, economiche e produttive correlate all’opera”.
Ma i lavori possono continuare
Non solo. “Risulta violato anche il principio per cui la valutazione ambientale opportuna è quella che considera il progetto nella sua completezza e in termini di attualità (direttiva habitat e direttiva VIA)”. Ancora, la VIA, prima dell’approvazione del progetto definitivo da parte del commissario, doveva essere approvata dal Cipess-Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile.
I tempi per il rinnovo della procedura di VIA e per il successivo passaggio dal Cipess sono di alcuni mesi. Tuttavia, se — come probabile — Rfi proporrà appello, si dovrà attendere il parere del Consiglio di Stato, in ogni caso più rapido perché “accelerato” dalle norme processuali previste per i giudizi che riguardano interventi finanziati dal Pnrr, come l’opera in questione.
Quarto binario, il Comitato Rho-Parabiago scrive ai Comuni: «Fate fermare i lavori»
