MARNATE – E’ durato un mese o poco più il nuovo segretario di Marnate. E ora l’amministrazione di Scazzosi, rimasta orfana del garante delle regole, dovrà mettere una pezza al volo in vista del prossimo consiglio comunale e al contempo attendere che arrivi il sostituto. E, seppur in maniera inconsapevole, a creare il tilt, o quanto meno ciò che si presuppone essere il corto circuito, è stato il consigliere Luca Vergani. Ma andiamo con ordine.
Un passo indietro
Un passo indietro. Anzi due. Il primo: il segretario comunale arriva a Marnate “in condominio” con Gorla Maggiore. Anzi, qualcuno sussurra che a consigliarlo sia stato il sindaco Pietro Zappamiglio, autorevole voce istituzionale sull’asse Gorla – Marnate. Il secondo risale all’ultimo consiglio quando il consigliere Vergani annuncia l’abbandono della seduta, lascia libera la sua sedia e si accomoda tra il pubblico. Senza più intervenire, senza più votare e senza nemmeno chiedere di poterlo fare. Cioè: un semplice cittadino in ascolto.
Il tilt avviene nei verbali della seduta dove c’è scritto che la votazione dei punti è avvenuta con 12 consiglieri presenti e nel risultato Vergani viene contato come astenuto. Errore: con l’uscita del civico i consiglieri votanti sono stati 11 e non c’è stata alcuna astensione di Vergani. A segnare il passaggio con la matita rossa è stata Elisabetta Galli, la quale non solo ha fatto notare l’incongruenza, ma si è anche rivolta al prefetto per chiedere di invalidare la seduta.
Richiesta di fatto respinta poiché il verbale non intacca la validità del consiglio. Ma la mossa di certo continua a rendere teso il clima in comune. E forse proprio queste fibrillazioni hanno spinto il segretario a mollare il colpo con una lettera – raccontano gli insider – in cui nell’annunciare la sua volontà di non rinnovare la convenzione fa riferimento proprio all’assenza di serenità nel dialogo tra le parti istituzionali.
