GALLARATE – «Non una semplice stagione concertistica» ha promesso oggi, mercoledì 11 dicembre, il direttore del Puccini Carlo Balzaretti, presentando al Teatro del Popolo di Gallarate le proposte 2024/25, ma «la perfetta coniugazione di un conservatorio diventato università»: in arrivo ci sono nove progetti musicali, tre festival, quattro eventi speciali e venti tra seminari e masterclass.
Le figure femminili del teatro musicale italiano
Claudia Mazzetti, assessore alla Cultura, ha confermato il «clima di grandissimo fermento» dichiarato da Balzaretti: «Il dinamismo è proprio il merito del Puccini, che ho seguito in questi anni. Ne ho visto i talenti con i cori in occasione dell’accensione dell’albero per il Natale gallaratese: spero di vedere crescere questi giovani».
Nell’ambito del programma il maestro Andrea Mastroni ha messo in risalto “Casta diva”, «progetto di alto profilo artistico, di durata biennale – coinvolgerà dodici istituzioni con capofila il conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria – per far conoscere le figure femminili del teatro musicale italiano, con la successiva creazione di un sito Internet che farà da “hub” dei risultati ottenuti, nella prospettiva della loro promozione all’estero».
Si svilupperà in tre eventi, con il primo, dal titolo “Le regine d’Europa” previsto per domenica 15 alle 15.30 al Teatro del Popolo; seguirà ad aprile l’oratorio “Juditha Triumphans” di Vivaldi, e a maggio con “Le sediziose voci di guerra” tratto dalla “Norma” di Vincenzo Bellini in cui la sala di Gallarate «oltre a diventare luogo d’incontro per personalità internazionali, si trasformerà in un vero e proprio palcoscenico». Il fil rouge del femminile – ha ricordato il direttore – sarà inoltre presente per la ricorrenza dell’otto marzo, che vedrà esibirsi la soprano vincitrice del concorso “Puccini” di Arcore.
I festival e gli eventi speciali
Come ha spiegato il maestro Davide Macaluso, «la stagione concertistica del Puccini, che grazie ai nuovi ingressi nella squadra di produzione è di per sè molto coesa, sarà divisa in alcune sottostagioni. Molti appuntamenti sono nati da collaborazioni come quelle con il conservatorio di Livorno, con il festival Filosofarti, per il concerto del 23 febbraio, con il Melo – per quello che terranno lì i nostri studenti, aperto anche all’esterno e non solo agli associati – e con le scuole del territorio».
In programma ci sono anche “In duo, in trio e furono cinque”, festival di musica da camera che si svolgerà tra gennaio e marzo in due orari, alle 18.30 o alle 20.30; momenti «non solo di ascolto, ma anche di conoscenza, con la contestualizzazione di opera e autore», ha sottolineato la docente Elena Maiullari riguardo al coinvolgimento diretto degli studenti. Mentre a giugno si terranno al martedì alle 18.30 dei recital pianistici per i giovani solisti del Puccini, la stagione si concluderà a ottobre-novembre con le date dedicate al pianoforte a quattro mani che esplorerà il relativo repertorio del Novecento non solo riguardo alla musica europea, ma anche americana e sudamericana, russa e jazz.
Tra gli eventi speciali ci saranno il progetto dedicato a Satin, la giornata della chitarra e la messa in scena di un musical a opera degli studenti – con musiche di Paolo Coggiola, docente della Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado” e testi di Davide Ielmini – con la formazione di un esteso ensemble per l’accompagnamento. Torneranno anche gli appuntamenti Vinyl Vintage Venue «per frequentare il conservatorio – così Balzaretti – e vivere la musica a trecentosessanta gradi ritrovando anche l’entusiasmo dell’ascolto».
Il dottorato di ricerca nei linguaggi compositivi
«Non siamo molto ricchi e abbiamo bisogno di risorse», ha concluso il direttore facendo riferimento ai contributi dell’Erasmus, con cui «abbiamo un ottimo scambio: molto nasce dall’exchange con importanti istituzioni. Ci è stato inoltre donato il fondo “Marcello Abbado”, che coinvolge tutta la sua famiglia, e in particolare la sorella, che è stata vertice della Ricordi». Il Puccini ospiterà, in forma associata con il Vivaldi di Alessandria come capofila e triennale, un dottorato di ricerca nei linguaggi compositivi che si dividerà tra musica antica e, nel caso di Gallarate, contemporanea. Sarà sottoposto alla supervisione di Macaluso: «Un’equiparazione del conservatorio a università è ancora in fieri – queste le parole del docente – ma questo titolo consiste nel grado più alto della carriera accademica».
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