VARESE – No, non è un prepartita come tutti gli altri. A prendere la scena è Luis Scola che parla al posto dell’allenatore. E che mette i puntini sulle i al termine di una settimana ad altissima tensione, tra contestazioni, striscioni di minacce e sciopero degli Arditi. “Se vogliono stare fuori va bene, ma non possiamo accettare un clima di intimidazione e di minacce che è contrario ai nostri valori”. E ancora. “Aspettiamo i veri tifosi per aiutare la Pallacanestro Varese”. “Gli Arditi non vengono in curva? Daremo i biglietti ai bambini del minibasket”. “Possiamo aver sbagliato, ma nessuno punta a retrocedere, sarebbe come se la Coca Cola non volesse più vendere lattine di Coca Cola”. “La guerra agli Sky Box è assurda”. Insomma, un Luis Scola all’attacco, come forse non succedeva dagli anni dell’Argentina e degli Houston Rockets. Un discorso a tutto campo dall’altissimo impatto comunicativo che Malpensa24 riporta quasi integralmente nei video allegati. E a stretto giro di posta arriva il sostegno dei tifosi de Il Basket Siamo Noi e del consorzio Varese nel cuore.
Il Basket Siamo Noi e Varese nel Cuore ci sono
Il messaggio di Luis Scola viene fatto proprio da Il Basket Siamo Noi e dal consorzio Varese Nel Cuore, che escono con un comunicato congiunto che si distanzia totalmente da toni e contenuti degli Arditi. E ribadiscono il proprio sostegno alla squadra. “La nostra appartenenza è segnata dalla passione per il basket e dall’amore per la Pallacanestro Varese. La nostra cultura è quella del RISPETTO”.
Cari biancorossi,
percepiamo su più fronti un clima davvero tanto (troppo) teso… Dubbi, perplessità, frustrazione, delusione, rabbia e disillusione possono essere vissuti legittimi e non è certo nostra intenzione sindacare sulle emozioni, sui pensieri e sulle valutazioni di nessuno.
C’è però un punto su cui ci sembra necessario esprimerci e provare a fissare il limite, per evitare di trascendere, ma soprattutto per ribadire chi siamo e difendere la nostra identità soggettiva e valoriale.
La nostra appartenenza è segnata dalla passione per il basket e dall’amore per la Pallacanestro Varese. La nostra cultura è quella del RISPETTO: delle persone; delle idee; di chi si assume responsabilmente dei rischi; di chi fa scelte, che si possono non condividere e che di per sè implicano la anche la possibilità di sbagliare; di chi si mette in gioco per decidere e definire la direzione; di chi ha una sensibilità, un modo di essere e di comunicare diverso da ciò che sarebbe di nostro gradimento.
Concetto apparentemente semplice, ovvio, consolidato e scontato quello del rispetto… Che però, in certi momenti, sembra traballare e ha, secondo noi, bisogno di essere ribadito e “puntellato” come i muri delle case che subiscono scossoni.
Ognuno ha il diritto di essere chi è e di fare ciò che più sente lo rappresenti.
Ma, soprattutto nei momenti critici, sarebbe opportuno e necessario farlo con lucidità, riconoscendo il contesto, senza dimenticare chi siamo e quali sono i valori che orientano il nostro agire.
Questa domenica non sarà il banco di prova di una stagione, non sarà un punto di svolta, non sarà il momento in cui si definisce in modo irreversibile il nostro destino…
Sarà un’altra domenica in cui ciascuno di noi farà delle scelte e in cui, in base a ciò che faremo, dichiareremo chi siamo, cosa amiamo e in cosa crediamo.
Facciamolo insieme, unendo cuore e passione .
Sconfitta e minacciata. Questa è l’ora più buia della Pallacanestro Varese
