Busto, un paese che pensa di essere città

Venerdì 13 dicembre, parto da Roma per fare ritorno a casa.

Nel pomeriggio, nonostante lo sciopero che imperversa, riesco con qualche disavventura a fare il viaggio di rientro dopo alcuni giorni passati nella capitale per lavoro. Giunto a Milano, prendo al volo un malpensa express, che tra i tanti treni con ritardi folli e i molti soppressi, incredibilmente è in perfetto orario.

Orario di arrivo a Busto Arsizio Nord alle ore 23:07.

Non volendo chiamare amici o parenti per il rientro a Borsano, faccio la cosa più ovvia, chiamo un taxi. E qui scopro la follia, la sesta città più grande della lombardia, la prima città della lombardia a non essere un capoluogo di provincia, NON HA UN SERVIZIO TAXI.

La voce della persona che mi risponde al numero mi comunica che il servizio è attivo dalle 06 di mattina alle 23 di sera, e alle 23:07 non avrei trovato nessuno. Rimango piuttosto attonito e con mal celato disappunto chiedo spiegazioni e la risposta che ricevo e pure peggiore: chiami Gallarate, le costerà di più ma loro ci sono.

Incredulo, incalzo facendo presente che non saprei come tornare a casa e qui la seconda risposta è stata glaciale: e io cosa posso farci?

Convinto sia una presa in giro chiamo la Polizia Locale per segnalare un disservizio, a mio parere, essenziale. Il poliziotto della Locale che mi risponde è un milanese trasferitosi a Busto, una persona davvero gentile, simpatica e disponibile e che mi racconta di aver subito la stessa disavventura.  Mi conferma che purtroppo questo è quanto, la sesta città della Lombardia, sà fornire a chi arriva.

E non a notte fonda, ma alle 23.

Mi dice una frase che molto mi ha fatto riflettere, se una coppia di anziani o semplicemente una persona che non ha un’auto avesse bisogno di recarsi in ospedale per una questione di salute non grave, ma che richiedesse comunque un approfondimento rapido cosa dovrebbe fare?  Banalmente una storta ad un piede, l’unica soluzione è chiamare una ambulanza che effettui il trasporto, togliendo però un servizio essenziale alla comunità col rischio che qualcuno con una urgenza maggiore resti scoperto.

Non pago, conoscendolo e avendo un contatto diretto scrivo al primo cittadino, che mi risponde poco dopo informandomi che il TPL, trasporto pubblico locale, non è regolamentato dalla nostra amministrazione.

Nel frattempo arrivo in stazione Nord, con un freddo becco e sotto quella pioggia fine tipica di dicembre. Chiedo a delle persone se per caso girino gli autobus, mi prenderei quello che come facevo da giovane passavano ovunque e forse anche la sera tardi. No non ci sono più gli autobus, ci sono solo per i trasferimenti più lontani o quelli sostitutivi quando i treni non ci sono, così mi dicono. Gli autobus non ci sono, i taxi sono attivi dalle 06 di mattina alle 23 di sera, e credo preferiscano stare in Malpensa e fare corse per Milano a 114 euro a corsa (tariffa fissa), piuttosto che andare a prendere un “pirla”alle Nord e riportarlo a casa per forse 10/15 euro.

Certo li capisco, meglio fare 4/5 mila euro al mese facendo 2-3 corse per milano al giorno piuttosto che girare in città per pochi spicci. Lo farei anche io fossi un tassista. Mi incammino per borsano e rifletto che la mia città, la sesta della lombardia, che nella classifica sta davanti al capoluogo di Provincia, alla fine è un paesino, incapace di accogliere chi arriva o chi ritorna.

Fabio Boscacci

busto taxi nord – MALPENSA24
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