MILANO – Indicazioni sul corretto utilizzo delle tecnologie digitali per i neogenitori. Le forniranno in Lombardia i pediatri di famiglia grazie al progetto “custodi digitali” proposto dal Simpef (Sindacato medici pediatri di famiglia) all’assessorato al Welfare della Regione, che lo ha accolto. Fra i compiti professionali dei pediatri è stato così contrattualizzato questo strumento di “governo clinico” per il potenziamento dell’assistenza territoriale fin dal giorno di nascita dei figli.
«L’iniziativa – spiega il segretario nazionale Simpef Rinaldo Missaglia – si prefigge di costituire un valido contrasto al mal utilizzo dei supporti digitali che sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria “epidemia”. Più di 500 pediatri lombardi nostri associati sono stati supportati per la formazione delle necessarie competenze applicative, affidandosi alla collaborazione con l’associazione Mec (Media educazione comunità). A regime sarà raggiunta la quasi totalità delle famiglie di circa 1.200.000 assistiti lombardi in età evolutiva».
Progetto di educazione all’uso corretto delle tecnologie
Come ribadisce la responsabile scientifica della formazione di Simpef Monica de’ Angelis, il progetto realizzato in collaborazione con associazione Mec, Università Milano Bicocca e Sicupp-Società italiana cure primarie pediatriche, a seguito della avvenuta formazione e relativa certificazione, fornisce ai pediatri alcuni materiali quali le schede di educazione digitale per genitori divise per fasce di età, che il pediatra può utilizzare in studio durante i bilanci di salute, una guida per i pediatri di famiglia, una guida per genitori e altri strumenti che diventano materiale di approfondimento e di lavoro per il pediatra di famiglia.
L’obiettivo generale è rendere i genitori più consapevoli dei propri comportamenti e delle proprie abitudini relativamente all’utilizzo dei dispositivi digitali, al fine di far loro comprendere come gestirli all’interno del loro habitat (tempi, modalità, regole) affinché diventino alleati della crescita e dello sviluppo dei propri figli e non un elemento di ostacolo, o peggio ancora di danno alla salute.
Stop ai danni sul neurosviluppo
«È fondamentale – sostiene il coordinatore del progetto custodi digitali Marco Grollo – che l’educazione digitale inizi fin dai primi giorni di vita e si integri con l’educazione emotiva e relazionale. La letteratura scientifica ha evidenziato in modo sempre più chiaro negli ultimi anni che l’esposizione precoce agli schermi, soprattutto nella fascia 0/6 anni, ha molti effetti sulla salute e sul benessere dei bambini: provoca interruzioni nella relazione mamma-bambino, effetti sullo sviluppo neuro-cognitivo, ritardi nell’acquisizione del linguaggio, oltre a molti altri».
In particolare, i primi mille giorni di vita sono importantissimi nello sviluppo ma sono in aumento le percentuali di madri che allattano con lo sguardo rivolto al proprio smartphone anziché al proprio bambino, o che nel periodo dello svezzamento usano gli schermi come diversivo per far mangiare i loro piccoli o per intrattenerli perfino quando sono all’aperto. È quindi necessaria, aggiunge Grollo, «una inversione di rotta e una azione educativa e culturale comune volta al benessere dei bambini, ma anche delle famiglie». Regione Lombardia è la prima in Italia ad aver inserito “custodi digitali” fra i progetti di “governo clinico” dei pediatri di famiglia. La partecipazione, supportata dal Sindacato medici pediatri di famiglia, è stata tanto ampia da far prevedere l’interessamento dell’intera popolazione infantile censita nelle liste di assistenza pediatrica.
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