Mondiali cross, Van der Poel è nella storia. Baby Agostinacchio esalta l’Italia

ciclocross van der poel
Van der Poel sul traguardo mondiale di Lievin

Mathieu Van Der Poel eguaglia il record di Eric De Vlaeminck con sette titoli iridati di Ciclocross. Il fuoriclasse olandese della Alpecin Deceuninck trionfa a Lievin, in Francia, nella sfida più attesa che chiude il meeting iridato. Corsa finita già dal primo giro anzi, a metà della prima tornata, con Van Der Poel all’attacco in solitaria. Un dominio scontato, facile, che Wout Van Aert purtroppo non ha potuto contrastare in quanto costretto dal regolamento (da rivedere) a partire dalla quarantesima posizione. L’attesa sfida tra i due giganti (attesissima) non c’è praticamente stata per una questione di punteggi che determinano la linea di posizione degli atleti.

Nonostante l’handicap, Van Aert dall’alto della sua classe è riuscito a risalire posizioni su posizioni e in soli due giri si è riportato sulla testa della corsa quando, ormai, Van Der Poel già era lontano e avviato verso il suo settimo campionato del mondo tra gli Elite. Vittoria dunque di Van Der Poel, medaglia d’argento per Van Aert, medaglia di bronzo per Thibau Nys.

Forse in molti si staranno domandando come sarebbe finita la prova iridata fra VDP e Van Aert se fossere partiti uno fianco all’altro? Sarebbe stato davvero bello! Se fosse andata così. Troppe regole e troppe norme quando spesso basterebbe il buon senso…

ITALIA. L’Italia del ciclocross torna sul gradino più alto di un podio mondiale a distanza esatta di un anno, ancora una volta nella categoria juniores. Lo scorso anno fu grazie a Stefano Viezzi, quest’anno, in una gara epica e resa ancora più difficile dal ghiaccio, è toccato a Mattia Agostinacchio, già campione d’Europa, vestire la maglia iridata. A completare il trionfo della formazione azzurra il terzo posto di Filippo Grigolini, junior al primo anno e autore di una prova superlativa, soprattutto nella seconda parte di gara.

Agostinacchio si è imposto davanti al beniamino locale e sicuramente l’avversario più atteso della vigilia, il francese Soren Bruyere Joumard, che nel corso del quarto giro (dei sei in programma) si era involato solitario, complici anche una serie di cadute che hanno resto la gara particolarmente complessa dal punto di vista tecnico.

Mattia Agostinacchio, proprio in quel momento, era scivolato addirittura in quarta posizione, ripreso anche da uno straordinario Grigolini. Una volta cambiata la bicicletta l’alfiere della Fas Airport Services Guerciotti ha forzato decisamente il ritmo. Staccati gli inseguitori, recupera la decina di secondi che lo separavano dal francese il quale, sospinto da un tifo da stadio, cullava già l’illusione del successo. Quando l’azzurro lo affianca, nel corso della tornata finale, il transalpino non ha più la forza per contrastare il ritmo imposto dal campione d’Europa. Sotto il traguardo il distacco è di 12″. A 30″ giunge un esausto Grigolini, capace, nella seconda parte della tornata di finale, di resistere al ritorno dello spagnolo Noval Suarez. Buona la prova anche di Patrik Pezzo Rosola, tra i primi per metà gara e poi scivolato in 14° posizione.

Articolo a cura di Tuttobiciweb.it

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