I rettori lombardi per l’anno accademico dell’Insubria, università del territorio

anno accademico insubria
Al centro la rettrice Pierro. Sul palco al fianco dell'Insubria altre 13 università

VARESE – Per la prima volta del corteo togato facevano parte ben 13 tra rettori, rettrici e prorettori di atenei lombardi e italiani: una presenza importante che ha avvalorato il posizionamento dell’Insubria nel contesto nazionale. Si è aperto così l’anno accademico 2024/2025 dell’Università dell’Insubria. La prima inaugurazione da rettrice per Maria Cristina Pierro, dal novembre scorso alla guida dell’ateneo. Tra le autorità anche la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli (qui sotto il video racconto della cerimonia).

Territorio, ricerca e futuro

Dal suo ruolo nel contesto regionale e nazionale al legame col territorio: la rettrice nel suo discorso ha rimarcato l’importanza del rapporto con le città che la ospitano. «L’Insubria deve vivere nelle città di Varese, Como e Busto Arsizio con i suoi studenti e i suoi docenti», ha detto. Un concetto sottolineato anche nel video di lancio dell’open day del 29 marzo dal titolo “Insubria per te”. Nel giorno di San Valentino un gesto d’amore per le tre città che compaiono nella loro bellezza, attraversate da due studenti in bicicletta. Ma partendo dal territorio l’Insubria è anche un ateneo che vuole puntare sempre più sull’internazionalizzazione. «Una credibilità notevolmente cresciuta in questi anni», ha sottolineato Maria Pierro parlando anche di innovazione, ricerca, didattica di qualità, responsabilità nella disseminazione della conoscenza. Prima ha ricordato la storia dell’ateneo riconoscendo i valori su cui è stato fondato ed è cresciuto negli anni. Quindi ha concluso il suo intervento con un invito alla cooperazione e all’unità tra le componenti della comunità accademica e tra la stessa e gli enti e le istituzioni locali, nazionali e internazionali, per consolidare i traguardi raggiunti e incrementare l’eccellenza nella ricerca e nella formazione. «La realizzazione di questi obbiettivi richiede, all’interno della nostra comunità, collaborazione, condivisione, iniziativa, e al tempo stesso l’accantonamento di fraintendimenti, preclusioni, pregiudizi ed esclusioni. Nelle relazioni esterne, visione, intraprendenza, determinazione e capacità di realizzazione. Il nostro Ateneo è ricco di queste qualità, e ciò induce a guardare con ottimismo al futuro. Questo è ciò che l’Università deve dare in un contesto socioeconomico sottoposto a un processo evolutivo che, come sempre accade, comporta elementi di instabilità, accelerazioni e passi indietro, aspirazioni e realizzazioni, senza le quali nessun progresso si verifica».

13 università a Varese

I “magnifici” e le “magnifiche” che hanno sfilato e poi seguito la cerimonia sul palco, tradizionalmente disposti secondo l’anno di nascita istituzionale, a partire dal più giovane, sono: Luigi Maria Terracciano della Humanitas University; Riccardo Pietrabissa dell’Istituto Universitario di Studi superiori di Pavia; Anna Gervasoni dell’Università Carlo Cattaneo Liuc; Francesco Castelli dell’Università degli Studi di Brescia; Valentina Garavaglia dell’Università Iulm; Sergio Cavalieri dell’Università degli Studi di Bergamo; Marina Brambilla dell’Università degli Studi di Milano; Francesco Svelto dell’Università degli Studi di Pavia. E inoltre: Gonzalo Monzon, delegato del rettore dell’Università degli Studi Europea; Maurizio Casiraghi, prorettore dell’Università degli Studi di Milano Bicocca; Anna Maria Fellegara, prorettrice Vicario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Antonella Carù, prorettrice dell’Università Bocconi; Marina Brogi, delegata della rettrice dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma. In toga tra il pubblico dell’inaugurazione i delegati e le delegate della rettrice e docenti di tutti i dipartimenti dell’Insubria. Sul palco i direttori e le direttrici insubrici.

Futuro insieme

Nelle prime file le autorità locali e nazionali, che hanno portato i loro saluti a partire dalla vicepresidente del Senato Licia Ronzulli. «I vostri 30mila laureati – ha detto – sono un grandissimo successo, la vostra offerta formativa è ampia e multidisciplinare e i percorsi di alta specializzazione rispondono alle esigenze del mercato del lavoro». Il presidente della Regione Attilio Fontana ha sottolineato l’orgoglio per i 15 atenei lombardi. «Siete un’università giovane, ma di grandissima prospettiva, con la capacità di attirare studenti che arrivano da fuori Lombardia ma anche dal resto d’Italia e del mondo». L’assessore regionale all’università Alessandro Fermi ha parlato dell’Insubria come di «una sfida straordinaria che è stata vinta». Presente per Regione anche il sottosegretario alle relazioni internazionali Raffaele Cattaneo. «L’Università dell’Insubria è tra le realtà accademiche lombarde più dinamiche nella ricerca di collaborazioni e scambi con l’estero. Grazie alla sua attenzione verso le università straniere, ha sempre aderito alle nostre Missioni di Sistema, ampliando la propria rete di contatti, creando nuove partnership, come l’accordo di collaborazione con la University of Economics and Finance di Ho Chi Min, Vietnam, e promuovendo la mobilità, non solo degli studenti, ma anche di docenti e ricercatori». Quindi i due sindaci: per Varese Davide Galimberti. «Un futuro che vede tutti quanti noi coinvolti: i comuni sono al vostro fianco in questa grande sfida». Il primo cittadino di Como Alessandro Rapinese ha esordito con una battuta: «Per un comasco doc qui all’Università dell’Insubria a Varese mi sento a casa». Infine i presidenti delle due province. Marco Magrini ha parlato del rapporto tra istituzioni e università. «Gli studenti devono restare nei territori e farci crescere». A chiudere la cerimonia la prolusione di Franco Gallo, presidente emerito della Corte Costituzionale con una lectio sul tema “Il ruolo dell’Università nella società contemporanea”.

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