Don Burgio agli studenti: «So che a Busto e Gallarate ci sono un sacco di casini»

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GALLARATE – «Diamo tempo al tempo». Lo canta Sacky – rapper da milioni di ascolti sulle piattaforme musicali – in Kayros, brano che prende il nome dalla comunità di Don Claudio Burgio. Ed è proprio questo l’insegnamento che oggi, venerdì 28 febbraio, il sacerdote ha voluto portare ai ragazzi dell’Istituto Ponti di Gallarate. «Oggi si vuole tutto e subito, ma i problemi rimangono, non si risolvono magicamente», spiega. «Nella vita bisogna fare le scelte giuste, e dare tempo al tempo».

Da che parte stare

Cappellano del carcere minorile Beccaria e fondatore della comunità Kayros, Don Claudio Burgio ha parlato senza peli sulla lingua ai ragazzi del Ponti. «So che a Gallarate e Busto Arsizio ci sono un sacco di casini, e che alla vostra età ci sia da capire se schierarsi dalla parte della legalità o dell’illegalità», ma, mette in guardia, «ricordate che il carcere è un’esperienza bruttissima».
Cosa porta i giovani a delinquere? La povertà, anzitutto, economica ma anche educativa. «Molti giovani vogliono sentirsi come gli altri, e pensano che gli oggetti possano dargli valore», questo, certo, non giustifica gli atti ma li rende «sintomo della grande disuguaglianza sociale che c’è in Italia».
Non tutti i ragazzi che passano dal Beccaria, però, vivono in questa situazione. «In carcere ci sono anche ragazzi di buona famiglia e una quota di benestanti, a volte talmente disconnessi dalla realtà per via delle sostanze da non rendersi neanche conto di ciò che stanno facendo».

Rapine e coltelli

«Sono 73 i ragazzi attualmente al Beccaria, su un totale di 620 in tutta Italia», spiega Don Burgio. «Ultimamente si ricorre spesso al carcere». E a portare i ragazzi dietro le sbarre sono soprattutto tre tipologie di reato: rapina, furto e spaccio. Quest’ultimo, in larga parte connesso al consumo di sostanze stupefacenti. «Si vende soprattutto per usarle», spiega il sacerdote. «Io credo che la quasi totalità di voi si faccia le canne, parliamo di cose che chiaramente sapete».
Ma a preoccupare sono in particolare le rapine, l’illegalità più diffusa fra i giovani. «Spesso hanno l’aggravante della mano armata, e ultimamente vanno di moda i coltelli», mette in guardia Don Burgio. «Possono portare a reati ben più gravi: l’omicidio, in particolare», un crimine in aumento fra i giovanissimi. «Sono circa 35 l’anno quelli commessi dai minorenni».

Baby Gang e Achille Lauro

Sono tanti i ragazzi ad essere passati da Kayros, spesso con una storia difficile alle spalle. Tra loro, Zaccaria Mouhib, in arte Baby Gang, rapper che vanta milioni di ascolti in tutto il mondo. «Quando mi ha chiesto di entrare a Kayros aveva già fallito undici comunità», racconta Don Burgio. «Aveva sedici anni e voleva fare il cantante, senza alcun piano B. Gli ho regalato un quaderno, e dopo aver visto che lo riempiva – soprattutto di notte – ho deciso di portarlo a registrare la sua prima canzone». È così che è nata Tre occhi. «La canzone ha un testo crudo, violento, ma racconta anche il suo rapporto con la famiglia, l’infanzia e i primi reati», un veicolo espressivo che ha aiutato tanti ragazzi. «Voi parlate poco, ma nelle canzoni dite tutto». Un successo, quello di Baby Gang, che ha portato altri giovani ad avvicinarsi alla musica, come Sacky, che ha usato proprio la canzone Kayros (qui il video) per raccontare il suo passato e la vergogna rimasta con lui dopo i primi reati.
«Bisogna dare tempo al tempo», ricorda Don Burgio. «Anche Achille Lauro, che è molto amico della nostra comunità (proprio qui ha registrato il video di Banda Kawasaki), quando viene a trovarci dice ai ragazzi che se si impegneranno tutti i giorni riusciranno nei loro obiettivi. È la continuità che dà successo».

I saluti istituzionali

Presente all’incontro, oltre all’assessore alla Cultura di Gallarate, Claudia Mazzetti, il preside dell’istituto Ponti, Massimo Angeloni. «Sono emozionato per la persona che abbiamo oggi», ha detto. «Per la testimonianza, per il suo esserci dove c’è bisogno e non nascondersi dalle responsabilità».

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