Con il messaggio di don Burgio si chiude a Varese la mostra “Da solo non basto”

don burgio varese mostra

VARESE – Un Salone Estense gremito di persone di ogni età (nella foto sopra) ha accolto l’altra sera don Claudio Burgio, fondatore della comunità Kairos che da oltre vent’anni si fa carico ed accompagna tanti giovani in cerca di una strada, minori “difficili” che si impegnano a riprendere in mano la propria vita dopo aver commesso errori che li hanno portati a dover scontare una pena. Il sacerdote milanese è intervenuto in occasione della chiusura della mostra “Da solo non basto”, visitata da circa 1700 persone.

Aiutare i giovani

Durante l’incontro don Burgio ha risposto con la consueta passione alle domande del giornalista e scrittore Giorgio Paolucci, raccontando alcuni incontri significativi avvenuti in questi anni e le riflessioni che quest’esperienza quotidianamente suggerisce. Non un trattato con delle “istruzioni per l’uso” astratte, che non esistono, ma il tentativo di aiutare i giovani a prendere coscienza del perché la loro vita è stata in balia della violenza o di dipendenze varie. Una compagnia, un punto di riferimento per chi vuol capire e vuol cambiare. Kairos è una comunità con i cancelli aperti, perché, dice don Claudio, «ci rivolgiamo alla libertà di questi ragazzi; ci sta solo chi sceglie di starci: infatti se non si arriva a questo livello il vero cambiamento non può avvenire». Una comunità il cui slogan “Non esistono ragazzi cattivi” sta a indicare che ponendosi con verità di fronte alla propria vita si può riprenderne il filo, cercarne il senso e iniziare una strada, impensabile prima, fatta di costruttività e positività. L’incontro, come ha ricordato Enrico Angelini all’inizio della serata, è stato ideato come un momento di condivisione e approfondimento al termine della mostra “Da solo non basto”, per mettere a tema in modo concreto l’emergenza educativa che sempre di più sfida e chiama alla responsabilità gli adulti e le famiglie.

I protagonisti

Come la mostra anche l’incontro con don Burgio è stato organizzato da vari partner, con un lavoro comune: Persone e città, Agorà comunità educante (rete varesina promossa da Educational Team); Ballafon; Happiness; Decanato di Varese; Portofranco Varese; Centro Culturale Kolbe; La Casa di Paolo. Due di queste realtà, Ballafon e Happiness, hanno raccontato nell’occasione ai presenti la loro esperienza a Varese, con l’apprezzamento dallo stesso don Burgio. Ha collaborato all’iniziativa anche la Piazza dei Mestieri, che insieme a Kairos e Portofranco Italia ha creato la mostra che sta girando l’Italia dopo la prima presentazione avvenuta al Meeting di Rimini nell’estate scorsa. Dopo Varese la prossima tappa sarà Como. In sala anche numerose autorità, che hanno ascoltato e condiviso i contenuti dell’evento dedicato al tema dell’educazione. Presenti tra gli altri il sindaco Galimberti, gli assessori Molinari e San Martino, l’onorevole Gadda e il prevosto mons. Panighetti.

La mostra


La mostra, visitata anche dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana (nella foto qui sopra), ha registrato numeri significativi con oltre 1700 presenze e più di 50 volontari impegnati nella realizzazione. Oltre 300 i messaggi lasciati in sala dai visitatori con i post-it o sul quaderno appositamente dedicato, con impressioni, reazioni, domande, alcune delle quali sono state poste proprio a don Burgio nel corso dell’incontro. In entrambi gli eventi da segnalare la presenza di un buon numero di giovani. «Un lavoro che – dicono gli organizzatori – vuole continuare perché sia incontrabile anche nella nostra città il cuore, il metodo documentato dalla mostra, che è quello di una compagnia alla crescita dei giovani, un cammino insieme perché possa emergere tutto il meglio che la persona può manifestare».

don burgio varese mostra – MALPENSA24

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