SOMMA LOMBARDO – «Successivamente è stato informato della propria reazione, di cui non ha memoria. E di cui si scusa e si rammarica». Sono le parole della famiglia del paziente che, lo scorso mese, a Somma Lombardo ha aggredito due operatori della Croce Rossa del comitato di Gallarate. Un episodio che non è passato inosservato. Questa volta sono i parenti più stretti, a nome del responsabile, a intervenire: «In risposta ai media e ai post e commenti sui social – che hanno fatto sembrare l’accaduto un caso di violenza sommaria – la famiglia e il paziente stesso desiderano condividere alcune considerazioni».
«Era in stato di confusione»
Innanzitutto, i familiari «ci tengono a scusarsi pubblicamente con i soccorritori e a esprimere tutta la loro vicinanza». Lo riporta un messaggio diffuso direttamente dai pazienti, che preferiscono restare anonimi. «Le loro condizioni di salute, non solo quelle del loro caro, sono state causa di sincera preoccupazione». Inoltre, ritengono «importante» sottolineare che «al momento dell’intervento sanitario il paziente era in stato di totale confusione dovuta all’effetto paradosso generato da un farmaco assunto. La situazione di grave pericolo era stata correttamente spiegata durante la telefonata al 112 da parte dei familiari».
Le scuse
A seguito dell’aggressione, il paziente – «che in passato ha prestato a sua volta opere di volontariato» – è stato successivamente informato della propria reazione, «di cui non ha memoria e di cui si scusa e si rammarica». Tale reazione «come confermato dai medici che lo hanno in cura, sarebbe stata una risposta involontaria a una caduta durante le operazioni di preparazione al trasporto». Ora i familiari ci tengono a «ringraziare il presidente della Cri, Lorenzo Canziani, per aver sottolineato, durante l’intervista poi pubblicata sugli organi di stampa, che il suo non era un “mettere l’accento sul fatto specifico”, ma un voler mirare alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica». La famiglia e il paziente «condividono pienamente il suo appello alla civiltà, ai valori del rispetto e all’umanità». Concludono: «Purtroppo – lo hanno imparato a proprie spese – non sempre i casi della vita possono essere previsti e controllati». Quindi «ribadiscono la piena solidarietà e ringraziano di cuore la presenza e l’impegno di tutti i dipendenti e i volontari della Cri e del personale medico e dei carabinieri senza i quali la situazione sarebbe potuta essere molto più grave e si augurano la pronta guarigione oltre che del proprio familiare anche quella dei due soccorritori».
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