Mensa di Gallarate, dopo i casi di vomito il tecnologo alimentare esclude contaminazioni

Gallarate mensa scolastica vomito

GALLARATE – Erano numerose le assenze in classe questa mattina. Ma, trascorsa la notte, da fonti ufficiali alle 13 di oggi non risulterebbero per fortuna ricoverati dopo il vomito e i dolori intestinali avvertiti ieri pomeriggio, 5 marzo, da decine di alunni della scuola Manzoni di Madonna in Campagna a Gallarate. Sono trentuno i bambini portati dalle loro famiglie negli ospedali di Busto e Gallarate, dove sono stati reidratati con flebo e curati con farmaci. Per la stragrande maggioranza di loro è stata sufficiente la cura eseguita, mentre per singoli casi si è scelto di tenerli in osservazione per un tempo più lungo.
Come spiega l’assessore all’Istruzione Claudia Mazzetti, il Comune ha predisposto da subito accertamenti per andare a fondo della vicenda e risalire alla cause. Per non escludere nulla a priori, come da normativa in vigore, verranno ispezionati i campioni presenti in cella di tutto il pasto consumato ieri nelle mense scolastiche cittadine (foto di repertorio). Sono state disposte analisi sul pasto e campionatura dell’acqua proveniente dall’impianto di microfiltrazione installato al plesso, di cui si è accertata l’effettiva esecuzione della manutenzione annuale, avvenuta peraltro proprio pochi mesi fa. 

La relazione

Ci si è concentrati immediatamente su acqua e cibo, ma non si escludono altre piste, come per esempio la diffusione di un virus come causa del malessere collettivo. Nel frattempo è già pervenuta in municipio la relazione del tecnologo alimentare che, dopo il sopralluogo svolto al Centro Cottura, ha certificato la «conformità delle procedure svolte e delle materie prime utilizzate». I bambini hanno mangiato ditalini con lenticchie, provolone, fagiolini all’olio, pane e arance, pietanze ritenute a «basso rischio microbiologico».

Le conclusioni 

I pasti prodotti nella giornata di ieri nelle scuole di Gallarate sono stati 2949. Il numero di casi concentrato su di un unico plesso, e relativamente esiguo rispetto alle porzioni totali somministrate su tutti i plessi cittadini, induce il tecnologo alimentare a «non ritenere riconducibile ai piatti proposti» i disturbi gastrointestinali.
Inoltre, «I brevi tempi intercorsi tra la comparsa dei sintomi e il consumo del pasto, in alcuni casi, rendono improbabile che si tratti di una causa di contaminazione di tipo microbiologico, che richiede tempi di incubazione più lunghi. Il tempo quasi immediato di reazione farebbe pensare alla presenza di una tossina preformata, non compatibile con la matrice alimentare in oggetto». In merito alla probabilità che si tratti dell’acqua servita, si legge nella relazione, «oltre ai casi sopracitati relativi ai tempi di incubazione, non prevede il rischio chimico, che porterebbe ad altri sintomi non a carico prevalente dell’apparato gastrointestinale». 

Gli accertamenti del Nas

Il Comune ha immediatamente attivato il protocollo previsto in questi casi informando Ats Insubria che a sua volta ha attivato, quale atto dovuto i carabinieri del Nas, che questa mattina hanno fatto un accesso a scuola, come da prassi, prelevando campioni di cibo e acqua. Campioni che saranno sottoposti a tutti gli accertamenti del caso. Al momento non risultano denunce da parte dei genitori. 

Gallarate, bambini in ospedale con il vomito. Verifiche in corso sulla mensa scolastica 

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