CARDANO AL CAMPO – L’ex bar San Fermo, luogo di ritrovo per il mondo cattolico di Cardano al Campo, era chiuso ormai da anni. Rinascerà con una nuova funzione sociale grazie alla fusione tra il Circolo cooperativo famigliare, che deteneva la proprietà dei muri, e Il Seme, società cooperativa sociale che in provincia di Varese (e non solo) è ormai un punto di riferimento per la disabilità grave e gravissima.
La fusione
L’unione è stata celebrata ieri sera, 25 marzo, con un momento di festa alla presenza di Sergio Biganzoli, di fatto l’ultimo presidente dopo 80 anni di storia del Famigliare, del sindaco Lorenzo Aspesi e di Enrico Aspesi con Davide Gabbani per il Seme. Come da tradizione del Circolo cooperativo, agli ospiti è stato servito il tipico risotto alla luganega. Nel video le dichiarazioni dei protagonisti:
80 anni di storia
Per Cardano, di fatto, termina un’epoca. Fu all’indomani della Liberazione che sorse l’idea di costituire il circolo. Ricostituitisi i partiti, gli aderenti alla Democrazia Cristiana sentirono la necessità di avere un luogo di ritrovo nel tempo libero. Il Circolo Cooperativo Familiare divenne realtà il 7 dicembre 1945. Lo statuto prevedeva l’apertura di un ambiente dove i cittadini potessero trovare possibilità culturali, ricreative e di ristoro, atte a mantenere vivo fra loro lo spirito ed il sentimento democratico di civile convivenza. Nell’ambito delle attività del Circolo Familiare, per una dozzina di anni, ha egregiamente funzionato la “società du la tazeta”. Si trattava di una sessantina di “abituè” del Circolo che avevano l’obbligo di bere nella stessa tazza almeno due volte la settimana. Chi contravveniva, veniva “multato” e trovava nella tazza la nota di rimprovero. L’importo della “contravvenzione” serviva poi per organizzare gite e cene per tutti i soci. Le sessanta tazze facevano bella mostra a fianco del banco di mescita, su appositi ganci, ed a vista, il “tazzettista” notava subito se la propria tazza conteneva il richiamo per il mancato utilizzo della stessa nei tempi stabiliti. Nel 1949 il parroco di allora suggerì alla Società di aprire anche uno spaccio di generi alimentari. L’idea fu accolta e così al Circolo si abbinò la Cooperativa. Inizialmente ebbe sede nelle vecchie case di piazza Mazzini al numero civico 7 e vi rimase per oltre una dozzina di anni, mentre negli Anni Settanta aprì in via Battisti il Bar San Fermo e divenne il ritrovo unico della società. Venne chiamato così perché in dialetto cardanese – “Ul Sant Inferm” – veniva definita la cappelletta scomparsa che si trovava all’incrocio di due antiche strade una volta campestri. Rimase fino al 1958, quando fu abbattuta per esigenze di traffico.
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