Una lettura politica a più ampio contenuto del voto amministrativo sarà possibile tra un paio d’anni, quando andranno alle urne le principali città della provincia di Varese. Ma se le premesse sono quelle attuali, che precedono le elezioni di fine maggio a Saronno, Castellanza e Arcisate, c’è poco da stare allegri. La composizione delle liste e la scelta dei candidati a sindaco si stanno rivelando un’impresa complessa, molto più di quanto accadeva in passato quando i partiti arrivavano a una sintesi che, al prezzo di accesi e fisiologici confronti, tenevano comunque unite le squadre e i loro rappresentanti.
Rispetto a quanto accade oggi c’è da chiedersi se i partiti abbiano ancora un senso nelle dinamiche della politica in sede locale. Nelle tre località interessate dal voto stanno emergendo mescoloni che rischiano di spiazzare del tutto l’elettorato, già disorientato di suo per quanto legge sui giornali e vede in tv, tra liti, vaffa, conferme e smentite che incendiano i rapporti tra alleati, tra gruppi d’opposizione, dentro una stessa compagine. Da destra a sinistra è un guazzabuglio, un vero e proprio bailamme in cui è (quasi) impossibile raccapezzarsi.
Per scendere nel dettaglio della confusione pre elettorale, a Saronno il popolo del Partito democratico è spaccato e si troverà davanti a una doppia scelta. Da un lato, una lista (forse due) che fa riferimento all’ex primo cittadino Augusto Airoldi, defenestrato in corsa da coloro i quali, sempre sponda dem, lanciano nella mischia una coalizione ufficialmente sostenuta dal partito che si contrappone alle iniziative elettorali dello stesso Airoldi e punta su Ilaria Pagani. Qui, il centrodestra ha faticato le proverbiali sette camicie per approdare alla candidatura di Rienzo Azzi, espresso dal gruppo che fa capo a Gianfranco Librandi, ma non è detto che Azzi possa contare sullo schieramento di centrodestra al completo: i mal di pancia degli alleati sono tutt’altro che sopiti.
A Castellanza la Lega si divide tra l’appoggio al meloniano Luciano Lista e, su un altro versante, con alcuni singoli sui esponenti, fa il tifo per il civico Paolo Pagani. Senza dimenticare Forza Italia, che sta un po’ di qui (il simbolo a Luciano Lista) e un po’ di là (i militanti con Pagani). Nella piccola Arcisate c’è la rappresentazione plastica del caos politico. Al momento sono tre le liste in campo: una che fa capo all’ex maggioranza, un mischione civico multicolore; un’altra che sostiene Antonino Centorrino e che conta su Forza Italia e su qualche piddino; una terza che deve ancora uscire allo scoperto e che dovrebbe avere il leghista Maurizio Mozzanica come candidato insieme a Fratelli d’Italia.
Fin qui il quadro della situazione, aggravato dalle tensioni interne dei partiti, di tutti i partiti, anche di Fratelli d’Italia che pure ha chiuso i congressi cittadini con le candidature unitarie. Quanto vere e quanto indotte dagli ordini di scuderia possiamo dedurlo dai tanti spifferi che arrivano dai diversi circoli meloniani. Non di spifferi ma di bufere dobbiamo invece parlare per Forza Italia, dentro la quale le faide interne sono in parte sopite per questioni d’opportunità e in parte producono divisioni probabilmente insanabili che si riflettono sulle alleanze pre elettorali. In costante crisi d’identità la Lega, rimane il centrosinistra, che vagheggia di campo largo al prezzo di scazzi totali dentro e fuori le formazioni che lo compongono. Pd in cima alla lista dei litigiosi (vedi Saronno).
Da queste premesse si andrà al voto domenica 25 e lunedì 26 maggio. Voto con vista sul 2027. Vero, da qui a quel momento ne dovrà passare di acqua sotto i ponti, può succedere di tutto e anche il suo contrario. Del resto, a Villa Recalcati, Forza Italia e Partito democratico viaggiano già assieme a sostegno del pesidente Marco Magrini, un’intesa che a destra considerano contronatura. Ma se la sinistra dovesse perdere Saronno cambierebbero gli equilibri in provincia rendendo necessario un nuovo rimescolamento delle alleanze. Un guazzabuglio, dicevamo, alimentato anche dai numerosi e, per certi aspetti, indecenti cambi di casacca di chi stava di qui e decide, vieppiù per suo personale interesse, di andare di là. Con buona pace della coerenza, della chiarezza e della serietà. E poi ci si lamenta se la gente diserta le urne.
elezioni saronno castellanza arcisate – MALPENSA24
