VARESE – «Un sindaco di Forza Italia a Varese? Perché no». Ad aprire alla possibilità, alleati e urne permettendo, è Salvatore Leggio, acclamato segretario cittadino di Forza Italia. E non gli abbiamo chiesto se le starebbe bene anche un candidato di Noi Moderati come Raffaele Cattaneo, presente al congresso azzurro e che nel suo intervento ha puntato forte su programmi rivolti all’elettorato centrista. Non era il caso.
Oggi, sabato 29 marzo, è il giorno della liturgia congressuale, dell’investitura del segretario. C’è tempo per lavorare e chiacchierare sul candidato varesino 2027. Il congresso di partito è un evento che sotto il tetto azzurro mancava da anni. Di commissario in commissario, seppur senza grandi temi politici. La discussione sul percorso futuro del partito post berlusconiano c’è, ma non in sede di congresso. E allora va bene per dare al partito, anche nella città capoluogo, finalmente un segretario, non eletto, ma acclamato.
E Salvatore Leggio, avvocato, una vita in Forza Italia e con esperienza politica e amministrativa, ha preso le redine dei forzisti varesini dal commissario Mimmo Esposito. Presente al congresso: senza clamori, in ultima fila e senza nessuna citazione da parte di chi è intervenuto. Peccato. Anzi, la citazione per il Mimmo forzista arriva proprio dal successore, l’ultimo intervento: «Va ringraziato, perché lui dà tutto al partito».
L’intervento
«Sento di avere ora una grande responsabilità – ha detto Leggio – ha ragione l’assessore Tironi, ovvero, un uomo solo al comando non va da nessuna parte. E io credo nel lavoro di squadra e lavorerò per farla diventare ancora più forte». E ancora: «Nessuno può scardinare la costituzione italiana e non saranno certo 200 persone che fanno il saluto romano e farlo. Non c’è un governo che vira all’autoritarismo. C’è un governo di centro – destra».
Leggio ha poi parlato di confronto e dialettica interna al partito e alla coalizione. «Ci siamo lamentati che dei dirigenti calati dall’alto. Bene, ora Tajani ci ha dato l’opportunità di scegliere la dirigenza locale. Usiamo bene questa occasione. E non dimentichiamo che dobbiamo lavorare per tornare a governare il capoluogo. Siamo un partito in crescita e di questo bisogna ringraziare la segreteria provinciale per il lavoro condotto in questi mesi».
Leggio, anima democristiana, regala una carezza anche a quello che è stato il suo sfidante fino a 36 ore dal congresso: «Ringrazio Basile che saprà lavorare alla grande nel ruolo che gli è stato affidato». E poi ha rilanciato: «A Varese non abbiamo una sede fisica e uno dei nostri primo obiettivi è tornare ad avere una sede che possa diventare punto di riferimento e confronto».

Le transumanze
E sulle transumanze Leggio è piuttosto netto e per nulla ecumenico in questo caso: «Ce ne sono anche a livello locale – ha detto – ma ci devono essere motivazioni reali e profonde. Se il cambio di casacca avviene per ragioni di bassa cucina il partito abbandonato non ha perso nulla». Sarà forse un riferimento alla fuggi fuggi di qualche azzurro bustocco. Non specifica, ma sembra.
L’ex sfidante
Un signore. Forse lasciato solo nel momento più importante da chi a lungo l’ha caldeggiato, al congresso c’era anche Giuseppe Basile, appena nominato vice responsabile degli enti locali con delega ai Comuni del Nord e Varese. Basile è persona che sa come funziona la politica: il passo indietro come mediazione e non come sconfitta da legarsi al dito. E, infatti, al Palace Hotel ha salutato e stretto mani. Quella di Salvatore Leggio, la cui candidatura ha dimostrato di essere la più forte (anche della sua), quella del nuovo segretario di Busto Arsizio Alberto Riva e quella di Rosario Tramontana, uomo vicino, anzi vicinissimo a Leggio e che, in quanto responsabile degli Enti Locali, è stata definito da Basile, con tono ironico, «il mio capo».
Clima sereno
E proprio l’atteggiamento dello sfidante, che non ha dato vita alla sfida congressuale, ha contribuito a far sì che il clima nella sala convegni del Palace fosse sereno. Sorrisi e zero tensioni. Quasi una festa verrebbe da dire. Alla quale ha voluto partecipare, seppur con una call, anche l’europarlamentare Letizia Moratti. Il congresso è stato celebrato dall’assessore regionale Simona Tironi, coadiuvata dal segretario provinciale Simone Longhini e dal vice segretario regionale Giuseppe Taldone.
E poi, il sindaco di Varese Davide Galimberti, i segretari cittadini di Fratelli d’Italia, Enrico Argentiero; quello della Lega Marco Bordonaro, di Noi Moderati Raffaele Cattaneo, il referente di Lombardia Ideale Franco Formato. Tanti volti noti e stranoti in platea: il consigliere regionale Giuseppe Longhini; la referente regionale di Azzurro donna Rosa Tagliani e quella provinciale Belinda Simeoni; l’ex commissario Mimmo Battaglia; l’ex consigliera di parità Luisa Cortese, la forzista di ritorno Mariella Meucci. Ma anche il sindaco di Sangiano Matteo Marchesi, Enrico Angelini(da poco rientrato in FI).
Il direttivo
Enrico Angelini, Giuseppe Basile, Domenico Battaglia, Giuliana Bianchi, Barbara Chelazzi, Marta Cipriani, Luisa Cortese, Vittore Cutrignelli, Massimo De Tomasi, Carlo Del Grande, Gianluca Franchi, Giorgio Gazzotti, Annunziata Grillone, Maria Rosa Infante, Luca Loria, Matteo Marchesi, Michela Nurra, Giuseppe Petruzzellis, Fortunata Pizzi, Roberto Puricelli, Roberto Ragusa, Fabio Raimondo, Eugenio Rossotti, Agostino Savoia, Kol Struga, Rosa Tagliani, Chiara Maria Trvaini, Edoardo Vigna, Massimo Vuolo, Siomone Longhini.
Le dichiarazioni
Il segretario provinciale Simone Longhini: «Ieri abbiamo sancito il sostegno a Rienzo Anzi con tutta la coalizione. Abbiamo incrementato il numero dei sindaci, abbiamo un vicepresidente in provincia Giacomo Iametti e un consigliere regionale Giuseppe Licata. Stiamo crescendo come numero di iscritti, ma anche come voti percentuali. Tutto questo con uno stile moderato e convinti dei nostri valori».
Raffaele Cattaneo, sottosegretario in Regione: «Bisogna rafforzare la collaborazione tra il mio partito e Forza Italia per far crescere la capacità di lavorare insieme. L’obiettivo è rendere forte il centro del centrodestra per tornare a vincere. Anche a Varese».
Il sindaco di Varese Davide Galimberti ha portato i suoi saluti: «Forza Italia partito fondamentale per mantenere l’equilibrio in Italia, ma anche in Europa e nel mondo a fronte del rischio di una deriva estremista. E poi apprezzo il forte radicamento ai valori dell’europeismo e faccio le mia congratulazioni e l’in bocca al lupo a Salvatore Leggio, persona che conosco da anni e stimo».
Enrico Argentiero, segretario cittadino di Fratelli d’Italia: «Rivivo le stesse emozioni di qualche settimana fa quando sono stato eletto segretario cittadino del mio partito. E insieme abbiamo un obiettivo comune, quello delle amministrative del 2027. E sarà bello lavorare insieme per far tornare Varese al centro della territorio provinciale».
Marco Bordonaro, segretario cittadino della Lega: «Per Varese è venuto il momento di rinascere e Varese non merita la mediocrità amministrativa che stiamo vedendo in questi giorni. Serve ambizione e capacità per la nostra città».
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