LEGNANO – Torna a risplendere un altro pezzetto della chiesa di Sant’Ambrogio, l’edificio religioso più antico di Legnano che rappresenta una sorta di viaggio nel tempo dell’arte, della storia e della fede. Edificata su fondazioni del V secolo, data il nucleo più antico al 1250 e ha conosciuto l’ultimo ampliamento nel 1957. Proprio le numerose modifiche della struttura e delle decorazioni rappresentano una delle maggiori difficoltà cui sono andati incontri i restauri iniziati nel 2018 a detta della curatrice Anna Lucchini, docente all’Accademia di Brera, che oggi, lunedì 31 marzo, ne ha presentato l’ultima fase portata a conclusione in ordine di tempo (nelle foto).
«Questa fase – ha spiegato Lucchini – ha riguardato i dipinti murali dei Lampugnani della prima metà del Seicento: le lunette, la parte centrale delle volte, gli angioletti, mentre era già stato recuperato l’affresco di Sant’Ambrogio che entra a Milano. Le indagini con gli infrarossi per scoprire le parti originali sotto quelle ridipinte da Darvino Furrer all’inizio del Novecento hanno portato alla luce le lesene di finto marmo e i capitelli, elementi decorativi nascosti come pure parte delle lunette. Anche lo sfondo di queste è stato riportato all’origine: non più un “muro”, ma un azzurro cielo. Abbiamo ridato colore e aspetto voluti dagli autori origjnali con stuccature, microstuccature e ritocchi pittorici».
Un laboratorio per gli studenti di Brera
Il contrasto tra queste parti restaurate è la decorazione settecentesca verso l’abside, ancora rovinata, è stridente. Per raggiungere questo risultato, da alcuni anni la chiesa legnanese è divenuto un “laboratorio” esterno all’Accademia milanese per le 150 ore di lavoro pratico degli studenti iscritti al corso quinquennale di restauratore con specializzazione in pitture murali, scultura, gessi e mosaici. Ad oggi, sono nove gli studenti che hanno conseguito la laurea lavorando qui come se fosse una sezione distaccata di Brera.
Alle sovvenzioni iniziali della Fondazione comunitaria Ticino Olona presieduta da Salvatore Forte e del Collegio dei Capitani e delle Contrade si sono aggiunte quelle della Fondazione Gatta Trinchieri, di cui è presidente Norberto Albertalli. Tanti contributi per costi lievitati fino ad alcune centinaia di migliaia di euro, e non ancora definitivi: l’anno prossimo il cantiere si sposterà sulla terza campata, dove si sono ripetute le «condizioni terribili» in cui versavano gli affreschi.
Lucchini: «Pitture in condizioni terribili»
«Sotto la chiesa si raccoglie l’acqua di una vasta area della città – ha spiegato ancora la professoressa Lucchini – con l’umidità che è risalita dal pavimento nei muri fino a 3 metri di altezza, danneggiando le pitture; si sono aggiunte grosse infiltrazioni dall’alto. Queste hanno portato efflorescenze saline, fessurazioni e cadute di colore». Per porvi rimedio, sono stati collocati due dispositivi di asciugatura, prodotti dalla Domodry di Cerro Maggiore, che abbattono le molecole dell’acqua.
«Come se non bastasse, nella base delle pareti sono stati usati in passato materiali come colle, resine e gesso, che sono stati tutti rimossi e coperti con una decorazione in finto marmo da due studentesse premiate con borse di studio. Sono stati recuperati anche i motivi originali delle cornici degli affreschi. Per i disegni, in mancanza di riproduzioni documentali, si ricorre a una lacuna neutra senza preponderanza sull’originale e senza usare prodotti industriali. Fra le scoperte, gli angioletti sono risultati del Seicento e non del Novecento come si credeva».
Radice: «Edificio verso una nuova centralità»

Presenti stamattina in Sant’Ambrogio, oltre alle personalità citate, Riccardo Ciapparelli, già Cavaliere del Carroccio, il prevosto della città Angelo Cairati, delegati della Soprintendenza alle Belle Arti e del Fai-Fondo per l’ambiente italiano, il direttore dell’Accademia di Brera Franco Marrocco, il sindaco Radice e l’assessore Bragato. «Rivolgo un grazie a nome della città – ha detto Radice – per il lavoro che si sta facendo su un’area a ridosso della Manifattura e che sarà oggetto di rifacimenti importanti sul piano urbanistico: intendiamo ricollegare Sant’Ambrogio con quella che sarà la nuova piazza, per una nuova centralità della città». Da monsignor Cairati «un grazie alla città, per il sacco di aiuto avuti nel tempo per la sistemazione interna ed esterna di questa chiesa, come del santuario e della basilica. La gente si è dimostrata sempre generosa per questo che non è solo un patrimonio religioso ma artistico, e la bellezza non ha fede».
Da parte sua, Marrocco ha definito l’esperienza a Legnano «una straordinaria palestra per i nostri studenti. Il rapporto con la città c’è ed è solido, dal prestito dell’opera di Hayez al progetto con gli studenti di arti visive nel Castello. Spero che questo possa essere un esempio di attenzione per i beni culturali comuni, beni che dobbiamo difendere perché sono la nostra memoria e ci danno spunti per il futuro: spero che i pennelli possano sostituire i cannoni».
Domenica concerto al Galleria
Alla ristrutturazione della chiesa sarà devoluta una quota del ricavato del concerto di giovedì prossimo, 3 aprile, alle ore 21.00 al Teatro Galleria “Musiche da Oscar. Le più emozionanti colonne sonore della storia del cinema”.
