«L’importanza delle regole»: a Gallarate il pm Cerreti, il prefetto e l’autista di Falcone

Gallarate autista falcone costanza

GALLARATE – Non è importante soltanto conoscere le regole, «a partire dalla Costituzione». Ma le regole vanno «riconosciute come uno strumento per raggiungere i propri fini». E’ il messaggio che il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, ha rivolto questa mattina, 31 marzo, ai ragazzi dell’Istituto Falcone presenti all’incontro “Parliamo di legalità” organizzato alle ex Scuderie Martignoni con il patrocinio dell’assessorato alle Attività formative. Sul palco il sostituto procuratore della Dda di Milano, Alessandra Cerreti e Giuseppe Costanza, autista di Giovanni Falcone, sopravvissuto alla strage di Capaci del 23 maggio 1992. 

Le istituzioni per i giovani 

Dalle dipendenze al bullismo. Senza tralasciare la declinazione cyber delle aggressioni ai più deboli, i problemi psichici che spesso nascono dalla dispersione scolastica e dal mancato inserimento nel mondo lavorativo: nel suo intervento incentrato sul disagio giovanile il prefetto ha ricordato il protocollo firmato a giugno 2023 che, per la prima volta in provincia di Varese, ha riunito assieme alla Prefettura anche la Provincia, Ats Insubria, Asst Sette Laghi e Asst Valle Olona, Ufficio Scolastico Territoriale di Varese, le università e le diocesi, Sport e Salute, l’associazione Ragazzi On the Road e vari enti e uffici pubblici. Una vera e proprio rete, insomma, per provare in tutti i modi a prevenire innanzitutto l’uso di sostanze stupefacenti. Pasquariello ha ricordato gli ultimi dati allarmanti provenienti da Milano, ha messo in guardia sulla pericolosità letale del Fentanyl che sta arrivando dagli Usa e, rivolgendosi ai ragazzi, ha ricordato loro l’articolo 4 della Costituzione, ovvero che «ciascuno ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società».

L’unico sopravvissuto 

Molto toccante l’intervento di Costanza, più volte venuto negli ultimi anni in provincia di Varese per raccontare la sua storia da unico sopravvissuto alla strage di Capaci. Solo a distanza di trent’anni, infatti, lo Stato gli ha riconosciuto una medaglia d’oro al valore e la nomina a Ufficiale della Repubblica. «La mia vita è cambiata, ma è dopo l’attentato che è iniziata la mia strage. Una volta rientrato da una convalescenza di 18 mesi non sapevano più cosa farsene di me, sono stato retrocesso nella mia carica. Mi facevano fare il tappabuchi, a volte ho pensato che in questo paese è una disgrazia se rimani vivo».

La mafia al Nord

Dopo l’incontro ai licei di Gallarate, è un ritorno nelle scuole di città per Cerreti, magistrato della Dda di Milano. Ogni volta invita le nuove generazioni a stare attenti a chi stringono la mano, a «realizzare i vostri obiettivi senza scorciatoie», ma soprattuto ricorda che pensare che la mafia qui non esiste «è un errore madornale e non lo fanno soltanto i ragazzi», perché «la presenza in Lombardia è altissima e l’ndrangheta è predominante. La mafia non è un cancro che viene da fuori, la Lombardia le ha in aperto le braccia perché fanno girare i soldi». In prima fila i vertici locali delle forze dell’ordine, il sindaco Andrea Cassani che ha aperto i lavori del convegno con i saluti istituzionali e l’assessore alla Cultura Claudia Mazzetti che ha invitato Costanza a tornare a Gallarate con la proposta di aprirgli il Teatro Condominio per ribadire la sua testimonianza davanti a una platea ancora più ampia di studenti. 

Malpensa, è Mogno a vincere la gara di conduzione del mezzo aereo

Varese fa rete contro il disagio giovanile. «Ragazzi polidipendenti già a 16 anni»

Gallarate autista falcone costanza – MALPENSA24