CERRO MAGGIORE – Più di mille firme on line e di 500 “dal vivo”. Le ha raccolte fino ad oggi, mercoledì 9 aprile, il Comitato contro la discarica di Cerro Maggiore. «Siamo pienamente soddisfatti della risposta della cittadinanza – commentano dal Comitato – sia per le firme online, con cui abbiamo superato il migliaio di sostenitori, ma soprattutto per la partecipazione attiva, nel vedere i cittadini venire ai banchetti per firmare (nella foto, quello di stamattina vicino al mercato). In molti ci hanno detto che erano usciti di casa apposta e negli appuntamenti già svolti abbiamo superato le 500 firme». I prossimi appuntamenti saranno sabato 12 nel pomeriggio in piazza Santi Cornelio e Cipriano e la mattina di mercoledì 16 in piazza Forze Armate (piazza mercato).
«Bene l’apertura al dialogo. Ma non con noi»
«L’amministrazione comunale – aggiorna sempre oggi lo stesso Comitato – ha finalmente dichiarato un’apertura al dialogo sul progetto della discarica. Tuttavia, questa apertura arriva in ritardo e, soprattutto, senza la disponibilità a rivedere le proprie posizioni. Un dialogo autentico presuppone la volontà di ascoltare, ma soprattutto di mettere in discussione le proprie scelte, cosa che finora non è avvenuta.
«La nostra posizione è chiara: no a nuovi conferimenti di 2 milioni di metri cubi di materiali con il rischio che arrivino contaminanti impattanti per il suolo; no ai 7 camion all’ora per i prossimi 10 anni su una arteria viabilistica già congestionata e disinteressandosi dell’impatto che avrebbe sul territorio tutto, paesi limitrofi compresi; rispetto degli impegni presi in precedenza con gli accordi passati e vincolanti per l’operatore, a partire dal recupero ad area verde boschiva, non industriale e privata; no a controlli esclusivamente sulla carta fatti dall’operatore che è controllato e controllore.
«Se il Comune intende davvero dialogare, allora deve essere pronto anche ad azzerare il progetto di conferimento di nuovi materiali e a considerare alternative che rispettino le esigenze e le preoccupazioni dei cittadini. Da parte nostra, ci teniamo a precisare che la richiesta di dialogo da parte dell’amministrazione non deve essere fatta al Comitato. Perché un nuovo progetto di conferimento al Polo Baraggia, con un impatto ambientale e sociale significativo, richiede un vero processo di partecipazione pubblica, che ad oggi non c’è stato. Si parla di riqualificazione ma nei fatti è l’ennesima riapertura della discarica. La cittadinanza ha diritto ad essere non solo informata ma anche ascoltata e resa protagonista delle decisioni che influenzano il territorio in cui vive. In ultimo, un amministratore deve innanzitutto rispetto alla propria cittadinanza; ancora più per la dignità dei tanti cittadini che hanno lottato in ogni sede, anche in quella giudiziaria, affrontando denunce e processi. Tutto questo – conclude il Comitato – non può essere calpestato e dimenticato».
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