Capitale dell’Arte Contemporanea, Gibellina nel caos. Gallarate sta alla finestra

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GALLARATE – «Veleni su Gibellina capitale dell’arte contemporanea», titola Repubblica (LEGGI L’ARTICOLO). «La Capitale della Cultura 2025 è in sofferenza e la Capitale dell’Arte contemporanea 2026 sembra vivere le prime tensioni», scrive l’autorevole Artribune (LEGGI L’ARTICOLO), spiegando in un lungo articolo le difficoltà che sta vivendo la città siciliana per una serie di dimissioni delle persone che avevano sviluppato il progetto premiato lo scorso 31 ottobre al ministero della Cultura con il prestigioso titolo. Chi ha sbattuto la porta, parla persino di ingerenze politiche e di privati che non arriveranno a finanziare i progetti. Gallarate, che si è vista sfumare il sogno dopo essere rientrata tra le cinque finaliste, sta alla finestra a guardare cosa succede nel Belice. 

Andrea Cassani, sindaco di Gallarate, sareste pronti nel caso in cui il Ministero della Cultura, come forma di autotutela, decidesse di revocare il titolo a favore di una delle altre città finaliste?
«Ho letto anche io dei problemi di Gibellina. La giuria ha reputato in maniera insindacabile quello come il progetto migliore e dubito quindi che possano tornare indietro».

Nel caso, come lei dice remoto, che possa succedere, voi sareste pronti a subentrare o ormai si tratta di un sogno sfumato?
«Nel caso di ripensamenti, Gallarate è assolutamente in grado di farsi carico di recuperare il tempo perduto, anche perché alcune progettualità che erano state inserite nella nostra candidatura le stiamo portando comunque avanti, indipendentemente dai Fondi ministeriali e dal titolo. Abbiamo un’organizzazione indiscutibilmente più solida ed esperienza da oltre 75 nell’arte contemporanea».

A margine della proclamazione, lei non aveva fatto mistero delle sue perplessità sulla scelta. Conferma quanto disse allora?
«Credo e ribadisco che anche altre città avessero dei progetti solidi. A mio avviso, ad esempio, Todi aveva un ottimo progetto e la reputavo la vera antagonista di Gallarate per il titolo».

Non ha perso insomma tutte le speranze?
«No, penso che in qualche modo Gibellina verrà sostenuta e non verrà rimesso in gioco il titolo di capitale dell’arte contemporanea 2026, magari noi ci proveremo nei prossimi anni».

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