Gallarate, sogno infranto. È Gibellina la Capitale dell’arte contemporanea

Vince Gibellina. I sindaci delle città finaliste con il ministro Alessandro Giuli (il secondo da sinistra)

GALLARATE – Sfuma il sogno di Gallarate. Nonostante il progetto La Cultura del fare. Il fare della Cultura abbia incassato i complimenti della giuria – guadagnandosi un posto di stima nel mondo della cultura – il premio di “Capitale italiana dell’Arte contemporanea” per il 2026 andrà a Gibellina, Comune di poco più di 3mila abitanti nella provincia di Trapani in Sicilia. Il verdetto è arrivato questa mattina – 31 ottobre – dalla Sala Spadolini del ministero della Cultura, annunciato dal ministro Alessandro Giuli.

Sogno infranto

I sindaci delle città finaliste – Carrara, Todi, Gibellina, Pescara e, appunto Gallarate –  sono stati convocati di nuovo a Roma, per partecipare all’incontro e scoprire sul momento il risultato. Nello stesso posto dove, pochi giorni fa, è stato presentato il progetto dalla delegazione gallaratese, oggi composta soltanto dal sindaco Andrea Cassani, dall’assessore Claudia Mazzetti (Cultura) e da Emma Zanella in rappresentanza dei vertici del Maga. Ma per il sogno, questa volta, non c’è spazio. E sfuma anche la possibilità di incassare un finanziamento di un milione di euro da investire nella realizzazione delle attività contenute nel dossier.

Le sensazioni. Poi il risultato

Durante la diretta social con il Caffè scorretto di lunedì scorso, il sindaco aveva annunciato che sarebbe dovuto tornare nella Capitale per scoprire il risultato finale. E la speranza non mancava: «Abbiamo fatto un’ottima figura, la giuria ci ha fatto i complimenti per ciò che stiamo portando avanti nell’arte contemporanea». Puntava a contendersi il titolo con la città di Todi, che aveva colpito il primo cittadino soprattutto da un punto di vista della progettazione. Meno convincenti gli erano sembrate Pescara e Carrara. È stata invece Gibellina, alla fine, a persuadere la giuria e a ottenere il premio.

Gli interventi in sala

La presidente della commissione Patrizia Sandretto Re Rebaudengo ha sottolineato, in generale, «la straordinaria capacità progettuale delle città del nostro Paese. E del ruolo decisivo che riconoscono all’arte contemporanea». Il ministro Giuli si è concentrato sulla «grande vitalità della cultura italiana e la necessità di valorizzare un settore in continuo movimento». Precisando che Gibellina ha vinto per il suo progetto «organico e solido», ha detto Giuli. «Consegnando all’Italia di oggi un esemplare modello di intervento culturale fondato su valori e azioni che riconoscono all’arte una funzione sociale». Premiata per essere «pioniera di ciò che oggi definiamo rigenerazione urbana e per la capacità di essere insieme una città opera e una città da abitare». Al suo fianco, il direttore generale creatività contemporanea Angelo Piero Cappello, che ha parlato di «volano di rigenerazione che mette al centro l’arte contemporanea troppo spesso vista da lontano dal grande pubblico». Il sindaco siciliano Salvatore Sutera ha infine pubblicamente riconosciuto i «progetti validi delle città finaliste», avanzando la richiesta di «trovare un modo di collaborare con loro: tutti quanti meritavamo questo titolo».

Gallarate si presenta a Roma: vuole la Capitale italiana dell’arte contemporanea

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