Casorate, ufficiale il parco alla Tintoria Bianchi. Ma senza l’ex oratorio femminile

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CASORATE SEMPIONE – L’area dell’ex Tintoria Bianchi «è stata confermata», significa che «consentirà la creazione di un parco urbano in centro paese». Se ne parla da tempo, ma ora è arrivata la «certezza» che l’area da tempo abbandonata nel cuore di Casorate Sempione diventerà un polmone verde a disposizione dei cittadini. Lo ha annunciato il sindaco Dimitri Cassani, dopo l’ultima riunione del Parco del Ticino dove si è discusso – tra gli altri temi – anche delle compensazioni del collegamento ferroviario tra Gallarate e il terminal 2 di Malpensa.

Sì all’ex Bianchi, no all’ex oratorio

Come è noto, le operazioni in corso per la ferrovia di Malpensa coinvolgono in maniera particolare il territorio di Casorate. Per questo motivo, da tempo, in paese il dibattito è acceso. Anche sul tema delle compensazioni ambientali aggiuntive. E si è molto parlato della realizzazione di un parco urbano al posto dell’ex Tintoria Bianchi: ora arriva l’ufficialità. «L’iter è stato particolarmente lungo e complicato, oggi però abbiamo la certezza che il progetto verrà realizzato», racconta Cassani. «Abbiamo inoltre ottenuto la rimodellazione del profilo altimetrico, vale a dire che il muraglione attualmente presente sulla via Milano verrà abbassato per consentire una sistemazione del terreno (presumibilmente a gradoni) che ne valorizzi la fruibilità e l’impatto estetico». Non solo: «Abbiamo anche appreso che l’ente Parco ha contattato il parroco per inserire nell’intervento di decostruzione e rinaturalizzazione dell’area ex oratorio femminile», che era una delle richieste del Comune emerse in seconda battuta. Ma questa parte non potrà essere realizzata: «C’è stato un ostacolo di tipo normativo, visto che gli interventi possono essere eseguiti solo su aree di proprietà del comune o del Parco». Quindi, «la conseguente richiesta di alienazione o cessione dell’area non è stata valutata come possibile dalla proprietà, determinando l’impossibilità ad effettuare l’operazione». Nei prossimi mesi, il Parco del Ticino «finalizzerà l’acquisto dell’area e darà il via ai lavori di sistemazione, un intervento il cui valore simbolico è sicuramente superiore alla sua portata urbanistica». Inoltre, Cassani ricordando tutto l’iter, ha precisato che «tutta l’area è stata bonificata a cura e spese della proprietà, i relativi certificati sono stati richiesti dal Parco del Ticino e ovviamente prodotti prima dell’acquisto: nessuno costo di bonifica o altro sarà posto a carico della comunità».

La posizione delle minoranze

Operazioni che però non convincono la minoranza di Casorate Aperta. Che, in una nota, interviene per  voce del consigliere Gianluigi Poli: «Il sindaco riferisce che ancora non si è fatto il parco perché sorgerebbe su proprietà private: l’ex oratorio femminile e la proprietà Bianchi». Chiedendo chiarimenti su «cosa intende per proprietà privata della chiesa con i vincoli annessi e proprietà privata di un cittadino che possiede un terreno inutilizzabile per l’inquinamento del sottosuolo». In questo senso, dice, «sarebbe meglio dire che l’unica cosa certa è che un edificio centenario, dove sono stati usati acidi, quando sarà smantellato non si sa cosa si troverà. Come è successo con una parte del terreno per il centro Alzheimer». Inoltre, insiste, «il Parco del Ticino investe solo per i terreni confinanti, con l’obiettivo di ampliarsi. Se acquisisce il terreno in Via Milano, chi si caricherà la spesa per la bonifica? Chi si occuperà della manutenzione delle piante? Ovvio affermare che le piante crescono. Ma non lo è se si pensa che il bosco, in paese, è circondato da abitazioni che sarebbero in pericolo in caso di violenti temporali con forti venti. È sincero l’interesse per l’ecologia».

Casorate, il nuovo parco in centro ingloba anche l’ex oratorio femminile

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