Meloni 2.0: perché il gioco d’anticipo

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Giorgia Meloni

di Massimo Lodi

Ora è ufficiale. Questo governo durerà, salvo gulp imprevedibili e non da pronostico. Attenzione: durerà, nella sua leader e composizione politica, oltre la fine della legislatura. Durerà anche nella prossima: Meloni 2.0. Perché dirlo, voce della presidente del Consiglio, con tanto anticipo? Ipotizziamo. 1) Per dare un messaggio internazionale di Paese stabile. L’Italia non si scollerà, né oggi né domani, dalla posizione in cui sta. Ovvero: sovranismo temperato/diplomatico. 2) Per gelare ambizioni di sorpasso a destra di Salvini e d’erosione al centro di Tajani. Ovvero: la leader sono e resto io, i sondaggi mi confortano, non immaginatevi sortite estemporanee che possano farvi guadagnare chissà quale consenso aggiuntivo. 3) Per evitare ricadute un po’ (ma solo un po’) negative dalle prossime elezioni regionali, non a caso trasferite dall’autunno ’25 alla primavera ’26: Valle d’Aosta, Veneto, Marche, Toscana, Campania, Puglia. Uno spostamento che vuol premiare il doge Zaia (lasciato tutt’orgoglioso a inaugurare l’Olimpiade Milano-Cortina, febbraio venturo) e deviare la rotta disturbatrice del capitano Salvini. 4) Per finire il lavoro. Cioè ammettere che non tutto il fattibile è stato fatto dall’ottobre ’22 in poi, perciò si continuerà allo scopo di farlo. Italiani, abbiate fiducia in me e non ve ne pentirete. Astensionisti: uscite dal torpore, non ve ne idem- pentirete. 5) Per completare e tuttavia non sino in fondo l’operazione-premierato, così da scansare il rischione in cui cadde sfasciandosi il governo Renzi al tempo della riforma costituzionale 2016. Spiegazione: la legge che conferisce sovra-potere al capo dell’esecutivo sarà approvata entro il ’27, ma il referendum di definitivo suggello si sposterà al mandato successivo. 6) Per esporre a nuovi triboli la sinistra, lontana dal decidere con quale leader e quali soci di partnership parteciperà alle politiche, trattenuta dal perenne litigare Schlein-Conte: lei pretende l’omaggio d’egemonia, vista la conduzione del partito di maggior peso, e lui manco ci pensa a riconoscergliela, affermando una primazìa d’idee e d’impegno di social-cambiamento estranei al Pd. 7) Per gettare le basi, fin d’ora, d’una folta presenza parlamentare fondamentale, nel ’29, a scegliere il nuovo presidente della Repubblica, scaduto il settennato-bis di Mattarella. Troppo presto immaginare lo scenario d’un simile gioco, magari cambiando la legge elettorale tramite proporzionale e premio di maggioranza? Assolutamente no. Giorgia, che passi o inciampi il premierato, avrà bisogno d’un Quirinale amico, e i legami d’affezione istituzionale s’intrecciano piano piano, di stagione in stagione, da un’epoca all’altra, fra silenzi e astuzie. 8) Per allertare la classe dirigente di Fratelli d’Italia e quanto le sta intorno, a proposito di vassalli, valvassori, valvassini e cerchia dei sottopancia de noantri: perpetuarsi significherà cambiare. E molto. Dunque, meglio capirlo fin da subito e adoperarsi in tal senso. C’è un livello generale da alzare, la prima a saperlo e volerlo comunicare è l’affittuaria di Chigi che non intende ricevere sfratti causa inadeguatezze altrui. Perciò extra omnes: fuori tutti i superflui, i dannosi, i rosiconi. Che son qua io.

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