GALLARATE – «440 milioni di euro per tagliare 443 posti letto». Recita così il volantino attraverso cui il centrosinistra di Gallarate (Pd, Lista Silvestrini, Città è vita) e la lista civica Ocg annunciano la nuova iniziativa che li porterà nelle piazze della città a raccontare, «attraverso i documenti, il grande bluff dell’ospedale unico».
Un progetto non sostenibile
Si inizierà sabato 10 maggio in Area mercato per proseguire la mattina seguente in piazza Libertà, il 18 maggio ad Arnate e il 25 a Crenna. «Il Grande Ospedale della Malpensa – spiegano i promotori – si è ormai rivelato per quello che è: un progetto non sostenibile in termini di posti letto, di superficie disponibile, di viabilità e di sostenibilità ambientale.Nel prossimo futuro Gallarate non avrà un’adeguata risposta sanitaria territoriale: il progetto, oltre alla costruzione di un nuovo ospedale a Busto Arsizio, prevede la demolizione e “valorizzazione” di gran parte degli edifici dell’attuale Sant’Antonio Abate senza la realizzazione di un Ospedale di Comunità: 150 anni di storia cancellati con un progetto insostenibile, un futuro incerto per le nostre esigenze sanitarie». Secondo Massimo Gnocchi (Ocg), «è arrivato il momento di andare in piazza a raccontare quello che i cittadini devono sapere». Guarda il video:
Cosa non va
Secondo Giovanni Pignataro (Pd), a parlare sono due documenti: lo studio di fattibilità del nuovo ospedale a cura di Asst Valle Olona e lo studio realizzato da Arexpo per la riqualificazione del Sant’Antonio Abate. Nel primo sottolinea, il capogruppo dem, «è sancita nero su bianco la drastica riduzione dei posti letto, nonostante la risposta arrivata dal dg Daniela Bianchi che fa a pugni con la realtà». Non convincono nemmeno le prime ipotesi di riconversione dell’attuale nosocomio, «a partire dalla vendita del Trotti Maino, realizzato con i soldi dei gallaratesi. Forse la gente tutto questo non lo sa». Guarda il video:
“Grande ospedale della Malpensa”: si chiamerà così quello nuovo di Busto e Gallarate?
