VARESE – Parafrasando il film dei fratelli Coen, la Openjobmetis non è una squadra per vecchi. O meglio è la squadra giusta per valorizzare i giovani. La Lega Basket serie A ha premiato la Pallacanestro Varese come squadra che più di tutte ha utilizzato i giocatori Under 23. Matteo Librizzi ed Elisèe Assui (nella foto Alberto Ossola) rappresentano l’esempio plastico (e vincente) di questa filosofia.
Giovani leoni, minutaggio al top
La classifica coinvolge sia le società che optano per l’utilizzo della formula 5+5 sia quelle che scelgono il 6+6. In palio un premio di 250.000 euro da suddividere tra le prime 5 società che hanno ottenuto la miglior percentuale di utilizzo degli atleti di cittadinanza e formazione italiana Under 23 (il calcolo della percentuale è effettuato dividendo i minuti giocati da questi atleti per i minuti complessivi al termine della ventisettesima giornata di campionato). I minutaggi degli atleti Under 21 vengono moltiplicati per 2, mentre i minutaggi degli Under 23 tesserati per almeno due stagioni utili al completamento della formazione per la propria società sono moltiplicati per 3. Vince nettamente la Openjobmetis Varese (2.691 minuti) davanti alla Umana Reyer Venezia (1.272 minuti), la Dolomiti Energia Trentino (1.105 minuti), la NutriBullet Treviso (696 minuti) e la UNAHOTELS Reggio Emilia (532 minuti).
Varese e Trento: una faccia, una razza
La Dolomiti Energia Trentino si è aggiudicata il premio per gli Under 26 applicabile solo alle società che utilizzano il 5+5 (quindi solo Trento e Tortona). Non a caso il vice presidente Paolo Perego, nella puntata de L’Ultima Contesa, sollecitato dalle domande di Varese Noi e di Malpensa 24, ha indicato nella squadra allenata da Paolo Galbiati la società con cui competere dal punto di vista della sostenibilità economica. Queste le sue parole. “Se noi oggi guardiamo classifica e budget è tutto molto lineare, con l’unica eccezione di Trento e Brescia. Con le ultime vittorie ne siamo venuti fuori bene anche noi per quanto riguarda il costo per vittoria, siamo tra le prime sei pur avendo vinto poco. Sappiamo che dobbiamo mettere più risorse per continuare a competere, ma dobbiamo trovare anche più efficienza”. Un indizio per ritornare alla formula del 5+5? Probabilmente sì. Ammesso di confermare e di implementare il nucleo competitivo dei giocatori italiani.
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