CERRO MAGGIORE – La maggioranza di centrodestra che amministra Cerro Maggiore apprezza le «aperture» del comitato antidiscarica seguite all’animata riunione, lo scorso 22 aprile, della commissione Gestione del territorio e del patrimonio pubblico (nella foto). In quell’occasione l’amministrazione comunale illustrò, con l’ausilio di un tecnico geologo, il progetto di recupero ambientale del Polo Baraggia; nelle tre ore di commissione, molto partecipata, era prevista l’audizione del comitato, ma questo abbandonò l’aula, dopo aver avanzato la richiesta di un consiglio comunale aperto sui piani della giunta per l’ex discarica. Da parte sua, il gruppo di minoranza Bene Comune incalzò la maggioranza – che definì «sbagliato» l’atteggiamento del comitato – e in certi momenti i toni salirono decisamente sopra le righe nello scambio di battute tra pubblico e giunta.
Adesso, invece, i rapporti tra le parti sembrano più sereni e collaborativi. «Siamo soddisfatti di aver nuovamente convocato la commissione per dare l’opportunità anche al comitato di dire la sua sull’argomento – ha commentato ieri, giovedì 15 maggio, il Centrodestra Unito riferendosi alle due commissioni di dicembre e di aprile – Inoltre l’idea di trasmettere tutto in streaming ha permesso di raggiungere quasi 900 visualizzazioni in pochi giorni, con un ritorno di opinioni dalla cittadinanza più che positivo. Insomma l’obiettivo “trasparenza” e “chiarezza” è sicuramente stato raggiunto».
«Superato l’atteggiamento ostruzionistico»
Entrando nel merito della questione, il gruppo di maggioranza prende atto «con altrettanta soddisfazione, che il comitato sta riflettendo e cambiando approccio sul progetto di recupero ambientale, dopo che l’atteggiamento tenuto nella precedente commissione è stato stigmatizzato da molti dei simpatizzanti del comitato stesso e da molte persone che volevano approfondire il ripristino ambientale senza pregiudizi. Siamo contenti che tanti cittadini hanno compreso l’errore fatto nel 2009 con la chiusura dell’Accordo di Programma, che ha lasciato Cerro Maggiore sola, liberando di fatto Regione Lombardia, Simec, ministero dell’Ambiente e Omnia Res (Auchan) dagli obblighi di recuperare il Polo Baraggia con soldi pubblici e, quindi, riconsegnarlo alla collettività. Per tutte queste ragioni accogliamo con soddisfazione anche l’apertura del comitato sul progetto del parco fotovoltaico, punto essenziale del progetto di ripristino ambientale. Anche se ci sembra che le idee del comitato non sono ancora oggi del tutto chiare, come pure fatichiamo a capire quali siano le reali proposte dello stesso comitato e della lista Bene Comune».
Verso nuovi incontri pubblici
«Con il nostro progetto – prosegue il centrodestra – in quell’area non c’è assolutamente spazio per i rifiuti industriali, come erroneamente dicono e scrivono nei loro volantini. Ribadiamo per l’ennesima volta, con fermezza e convinzione, che il progetto di recupero ambientale prevede solamente l’utilizzo di terre e rocce di scavo e sottoprodotti compatibili quali laterizi, macerie o semplicemente terre residue dal rimodellamento dei canali irrigui dei campi. Tutti materiali non inquinanti. Inoltre, per quanto riguarda i controlli a tutela del comune e della collettività, i princìpi sono stati ben spiegati in entrambe le commissioni consiliari svolte in questi mesi, cosi come la procedura amministrativa che ne definirà i dettagli. Certamente se il comitato avesse ascoltato la commissione, senza abbandonare la seduta o senza lasciarsi andare ad insulti, avrebbe potuto chiarire molte delle incertezze che ancora oggi ha sull’argomento. Infine, come già preannunciato nell’ultima commissione, non smetteremo di avere un atteggiamento di confronto e trasparenza, su questo e su tutti gli altri argomenti che riguardano la nostra comunità. Di fronte a eventuali proposte serie, concrete e percorribili, continueremo a cercare il confronto e il dialogo». Obiettivi che dovrebbero tradursi a breve in nuovi incontri pubblici.
La replica: «Stop conferimenti e consiglio comunale aperto»
Tuttavia, il comitato antidiscarica ribadisce che «per quanto non spetti a noi, la nostra proposta è chiara: un fotovoltaico sì ma in fossa, quindi senza conferimenti e senza riempimento. Questo sarebbe un vero ripristino ambientale».
Critiche anche sulla trasparenza ostentata dall’amministrazione Berra: «La trasparenza minima di legge non è partecipazione. Il progetto è stato voluto dall’operatore con il beneplacito dell’amministrazione, senza trattative, senza valutare altro e soprattutto senza battersi per il territorio. La cittadinanza non è stata coinvolta ma messa davanti a cose fatte. In ultimo – aggiunge il comitato oggi, venerdì 16 – la trasparenza vera vorrebbe che, oltre all’illustrazione del progetto, si dicesse che il 1° giugno è stata convocata la Conferenza dei Servizi in Regione e vorrebbe un consiglio comunale aperto alla cittadinanza».
