LA ZAMPATA DI RE LEONE/ Cipollini: “La Uae ha più feeling con Del Toro che con Ayuso”

giro zampata cipollini
Mario Cipollini

di Claudio Ghisalberti

Isaac Del Toro in maglia rosa che si lancia da solo all’inseguimento di Richard Carapaz in fuga. Poi, in volata per il secondo posto, si gira tre volte per cercare con lo sguardo Juan Ayuso. Entrambi vestono la maglia bianconera della Uae. Chissà cosa ne pensa Re Leone Cipollini. 

Mario, secondo me i due compagni di squadra si corrono contro.
“Tutto può essere, non lo so. Probabilmente è una situazione che in squadra dovranno, in qualche modo, tentare di gestire. È quello che si è probabilmente anche visto, perché subito dopo l’arrivo Del Toro ha iniziato a parlare con Gianetti tentando persino di nascondere il labiale. Qualcosa sta accadendo all’interno del team”.

Io la vedo una convivenza molto difficile.
“È abbastanza anomalo non riuscire a mettere d’accordo due ragazzi così giovani. Finché è complicato mettere d’accordo Moser e Saronni mi può stare anche bene, ma non mettere d’accordo due ragazzi giovani in questo momento significa che la squadra sta un po’ veleggiando su questa situazione. Anche loro non sanno quale direzione prendere, non hanno certezze nei confronti di uno o nei confronti dell’altro. Però, a mio avviso, devono veramente trovare una posizione chiara in cui inserire questi due ragazzi”.

A me è piaciuto il discorso che hai fatto ieri sera, quello di dare tranquillità ai due corridori, di isolarli e cercare di arrivare al momento in cui sarà la strada, saranno le gambe a decidere chi è l’uomo forte della squadra e probabilmente l’uomo forte del Giro. Però mi pare che le cose non vadano in questo senso. I dirigenti del team, bravi per carità, non mi sembrano dei fini gestori di risorse umane.
“Sarebbe veramente un peccato se non riuscissero a gestire le energie psichiche di questi ragazzi. Sono estremamente giovani tutti e due, estremamente forti, però a mio avviso in questo momento c’è da trovare il modo per fargli recuperare energie psichiche. Del Toro mi dà l’impressione che abbia un feeling un po’ più marcato col team rispetto a quello che ha Ayuso”.

Anche secondo me e qui rientriamo un po’ nel discorso che facevamo una delle primissime tappe. Tutto nasce l’anno scorso al Tour de France: Ayuso prima non ha lavorato per Pogacar e poi si è ritirato, quindi la squadra non gli ha fatto fare la Vuelta. La Uae si libererebbe volentieri del contratto dello spagnolo, ovviamente incassando la ricca clausola che potrebbe essere attorno ai 20 milioni di euro. Lo stanno un po’ spingendo a prendere la decisione di cambiare aria. In questo caso la Movistar potrebbe fare carte false pur di prenderlo.
“Guarda, entriamo in un settore che è molto più il tuo che il mio. Credo che tu conosca molto più internamente alcune situazioni rispetto a me. A mio avviso, però, non si può giocare in questa situazione con un ragazzo così giovane. Se ci fossero veramente delle condizioni che dovrebbero portarli a un divorzio, dovrebbero essere fatte diversamente e non cercando di spingere un ragazzo così giovane a una situazione di stress psicofisico di fronte a un ipotetico risultato enorme al Giro d’Italia. In questo momento la cosa migliore da fare sarebbe quella di riunire davvero questi due ragazzi e parlarci. Mauro Gianetti ha l’esperienza per poter gestire questa situazione. Direi a Del Toro e Ayuso che si devono volere bene, devono far finta di essere fratelli”. 

In Uae il centro di gravità è Pogacar. Lo sloveno ha lo stesso procuratore di Del Toro, la A&J dei fratelli Carera. Ayuso come rappresentante ha suo padre. Questo potrebbe influire sulle dinamiche interne del team.
“Tutto può essere. Nessuno può dire che una cosa del genere non abbia un’influenza. Mi dispiacerebbe però pensare che sia una voce esterna a gestire queste cose e non il rispetto di due ragazzi che corrono in bicicletta. Magari stiamo creando, o immaginandoci, una situazione che forse non c’è. Vedremo nelle prossime tappe”. 

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