BUSTO ARSIZIO – Continuano le attività di Ats Insubria per la prevenzione, la diagnosi e la cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico. Questa mattina – 27 maggio – sono stati gli studenti dell’istituto Verri di Busto Arsizio a sperimentare le iniziative del piano locale Gap 2025. Per loro, il cubo multisensoriale progettato da Intrecci Teatrali.
Il cubo multisensoriale
Ideato per creare un luogo fuori dal tempo e dalla realtà, il cubo vuole permettere di comprendere le conseguenze della ludopatia. «Tutto ruota attorno a una moneta da un euro, simbolo ingannevole di accesso al gioco, ma anche metafora di ciò che si può perdere», ha raccontato Andrea Gosetti di Intrecci Teatrali. «Un viaggio sensoriale profondo che scuote e fa riflettere».
Le attività scolastiche
Un percorso – inserito all’interno del progetto “No slot #oggitinsegnoio” – che ha offerto ai ragazzi la possibilità di sperimentare in prima persona il peso delle dipendenze legate al gioco d’azzardo. «La scuola non è solo un luogo di istruzione, ma una comunità educativa, un presidio di responsabilità sociale che deve agire con determinazione e lungimiranza nella prevenzione delle ludopatie», ha commentato il dirigente scolastico Maria Cristina Cesarano. «Solo attraverso conoscenza, consapevolezza e dialogo possiamo proteggere i giovani da questi rischi, fornendo loro strumenti concreti per riconoscere e affrontare le insidie del gioco patologico».
L’importanza della prevenzione
«Sono molte le progettualità che stiamo condividendo con altre realtà istituzionale e nelle scuole», ha spiegato Salvatore Gioia, direttore generale di Ats Insubria. «Lavoriamo su consapevolezza, responsabilità e coinvolgimento degli studenti e del mondo scolastico, in stretta sinergia con le pubbliche amministrazioni territoriali per comprendere un problema a tratti sommerso che si presenta con molte sfaccettature». E ancora: «Stiamo proponendo interventi innovativi e coinvolgenti per essere ancora più incisivi».
L’educazione precoce
Un’attenzione, quella alla ludopatia, condivisa anche dall’assessore alle Politiche Educative di Busto, Chiara Colombo. «Un aspetto cruciale della prevenzione è l’educazione precoce, che deve partire fin dai banchi di scuola», ha sottolineato. «È fondamentale sensibilizzare i giovani sui rischi associati al gioco d’azzardo, sull’importanza di gestire in modo responsabile il tempo libero e sulle strategie per riconoscere comportamenti a rischio». E aggiunge: «L’educazione alla prevenzione, insieme alla promozione di comportamenti sani e consapevoli, è il primo passo per costruire una generazione capace di prendere decisioni informate, tutelando sé stessa e la propria comunità».
Il piano Gap 2025
L’obiettivo del piano Gap 2025 è di rafforzare le azioni di contrasto al fenomeno con la promozione di politiche locali integrate tra ambito sociosanitario e sociale, e il coinvolgimento attivo di enti locali, scuole e terzo settore. Tra le azioni previste si inserisce anche un incremento delle conoscenze e competenze di cittadini, stakeholder e amministratori locali sui rischi legati al gioco d’azzardo patologico con il potenziamento delle attività a scuola, nei luoghi di lavoro e nelle comunità locali. Ma sono anche previste collaborazioni con le Asst del territorio, al fine di implementare la diagnosi precoce, presa in carico e riabilitazione.
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