BUSTO ARSIZIO – Nuovi orari di lavoro sfalsati e decisi unilateralmente dall’azienda, i sindacati in sciopero davanti alla sede dell’Enel (E-distribuzione) di Busto Arsizio, in zona ex Mizar a Beata Giuliana. «I nuovi schemi organizzativi stanno generando confusione, disorganizzazione e malessere tra i lavoratori, costretti a riorganizzare all’ultimo momento la propria vita familiare – protestano i rappresentanti dei lavoratori di Cgil, Cisl e Uil – ma a pagarne il prezzo saranno i cittadini, che subiranno stacchi di corrente per manutenzione tra le 16 e le 20 e non più tra le 7.30 e le 16.30 come prima». Nella mattinata di oggi, 29 maggio, il presidio di protesta a Busto Arsizio, alla presenza di Alessandro Gellera (Uiltec-Uil) e Luciano Pellizzaro (Filctem-Cgil), ma anche a Saronno.
Le conseguenze per l’utenza
«Il problema non è solo dei lavoratori di Enel, che protestano. Ma dei cittadini, che subiranno d’ora in poi stacchi di corrente non più nel consueto orario dei lavori di manutenzione dalle 7.30 alle 16.30. I possibili black out arriveranno anche nella fascia oraria dalle 16 alle 20. L’impatto si avvertirà direttamente nelle case di tutti». I sindacati scendono in strada per sensibilizzare la popolazione sul caos generato dai nuovi orari di lavoro del personale della manutenzione di E-distribuzione, la società del Gruppo Enel che gestisce la rete di distribuzione elettrica. «I nuovi schemi organizzativi introdotti, già di per sé poco compatibili con la realtà operativa della nostra azienda, si stanno dimostrando giorno dopo giorno impraticabili e stanno generando confusione, disorganizzazione e malessere tra i lavoratori. Il quadro è ulteriormente aggravato da una gestione caotica delle turnazioni, con cambi repentini, comunicazioni tardive o contraddittorie».
