Busto, l’assessore La Russa visita l’Officina del Sapere. Nell’ex pizzeria della mafia

BUSTO ARSIZIO – «Qui si sottrae ricchezza alla mafia e si promuove legalità. E ci sono persone che vengono reinserite nella società». L’assessore alla sicurezza Romano La Russa, in tour sugli immobili confiscati alla criminalità organizzata, ha visitato l’Officina del Sapere sorta sulle ceneri dell’ex pizzeria della mafia di via Quintino Sella 7, nel quartiere San Michele. «È un segnale forte della presenza dello Stato e dell’impegno concreto di Regione Lombardia, che ha investito circa 8 milioni di euro in cinque anni sul recupero dei beni confiscati». A Busto Arsizio ci sono già altri due appartamenti in fase di ristrutturazione, in viale Diaz e in via Amalfi, destinati anch’essi ad un riutilizzo di tipo sociale. 

L’Officina del Sapere

L’ex pizzeria confiscata di via Sella, ristrutturata grazie ad un finanziamento di Regione Lombardia da 63mila euro, è stata trasformata in un importante polo di supporto sociale. Ha due unità abitative al primo piano, adibite all’accoglienza temporanea per persone in stato di bisogno (per uno, massimo due anni), mentre i locali dell’ex pizzeria da asporto vera e propria al piano terra sono in carico all’Organizzazione di Volontariato San Vincenzo de’ Paoli, Consiglio Centrale di Busto Arsizio, per attività sociali e formative mirate a favorire l’inserimento lavorativo di persone in difficoltà. Qui si tengono corsi di italiano per stranieri e corsi di formazione per l’inserimento nelle imprese del territorio, come Grassi e Comerio Ercole, che hanno aderito al progetto. Nell’Officina del Sapere ci sono anche delle macchine da cucire per insegnare il lavoro nel settore tessile. «Sapere intellettivo, quello dei corsi di italiano, ma anche manuale, come le officine bustocche di una volta – sottolinea Silvana Fiori, responsabile della “San Vincenzo” – l’obiettivo era far dialogare il terzo settore con le imprese».

La visita

L’assessore La Russa è stato accolto dal sindaco Emanuele Antonelli e dall’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni, ma anche dalla presidente della commissione antimafia del Consiglio regionale Paola Pollini e da diversi rappresentanti politici del territorio, tra cui il consigliere provinciale Marco Colombo, la presidente del consiglio Laura Rogora, il vicesindaco Luca Folegani e i consiglieri Francesco Attolini, Francesca Gallazzi, Paolo Geminiani e Orazio Tallarida.

Foto di gruppo dei “Fratelli” con l’assessore La Russa

L’impegno di Regione

La Lombardia è tra le prime regioni in Italia per numero di beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata: 1.275 in gestione e 1.740 già destinati (fonte Agenzia nazionale ANBSC). Tra il 2019 e il 2024, Regione Lombardia ha finanziato 124 progetti presentati da Enti Locali e concessionari, per un totale di circa 8 milioni di euro: interventi che hanno permesso di trasformare beni confiscati in risorse utili per le comunità. «Recuperare e restituire alla collettività i beni confiscati alla criminalità organizzata – le parole dell’assessore alla sicurezza Romano La Russa – non è soltanto un atto di giustizia: è un segnale forte della presenza dello Stato e un impegno concreto di Regione Lombardia. La confisca incide sul vero punto di forza delle mafie, il loro patrimonio economico, e il riutilizzo sociale e pubblico di questi beni rappresenta una duplice vittoria: si sottrae ricchezza e si promuove legalità. Iniziative come quelle che abbiamo visto oggi a Busto Arsizio e Rho (dove La Russa ha visitato il “Parco della legalità”, ndr) sono esempi virtuosi di come il territorio sappia reagire e affermare una cultura della legalità». 

Busto, nuova vita per l’ex pizzeria della mafia di via Sella. «Ora qui lavoro e dignità»

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