Discarica di Cerro, il consiglio aperto lascia solco tra giunta e contestatori

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CERRO MAGGIORE – Un ping pong di rilievi e accuse da una parte e puntualizzazioni dall’altra, fra questioni tecniche talvolta articolate e complesse e qualche battuta al vetriolo. Com’era prevedibile, il consiglio comunale aperto di lunedì 9 giugno sul ripristino ambientale del Polo Baraggia a Cerro Maggiore ha registrato grande partecipazione del pubblico e si è protratto per due ore e mezza con toni spesso sopra le righe.

Numerose le osservazioni mosse da quanti hanno preso la parola fra cittadini e membri del comitato No discarica (nelle foto in alto, alcuni degli intervenuti dal pubblico). A Cerro, del resto, la discarica alla Baraggia è un nervo scoperto da trent’anni e anche solo parlarne rievoca i fantasmi del passato. «È come se a Seveso chiedessero di aprire un’altra Icmesa – ha chiosato uno degli intervenuti dal pubblico – o a Longarone un’altra diga del Vajont». Ancora, ai membri della giunta è stato rinfacciato tra l’altro di non aver partecipato alla battaglia contro la discarica negli anni 90 per ragioni anagrafiche. «Se andate avanti così – ha detto uno degli intervenuti – la questione diventerà di ordine pubblico».

Di seguito una sintesi dei rilievi mossi, seguita dalle spiegazioni date dal vicesindaco Alessandro Provini, assessore con deleghe a ecologia e discarica, e dall’altro assessore Matteo Bocca.

Botta e risposta tra le parti in aula

Domanda: «Oggi pomeriggio si è svolta la Conferenza dei servizi sul progetto della giunta, allora qual è il senso di questo consiglio comunale aperto?».

Risposta: «La Conferenza può essere interrotta una volta sola, ed è già stato fatto per aggiungere documenti. Oggi non si è deciso nulla rispetto al progetto, e le conclusioni della Conferenza dovranno essere votate in consiglio».

D: «Che fine hanno fatte le proposte presentate dal comitato, da cittadini e associazioni?».

R: «Le proposte, in tutto 14, dovranno essere valutate da Città Metropolitana, che è l’organo competente. Quasi i due terzi di esse sono assolutamente in linea con l’autorizzazione della Conferenza dei servizi: ad esempio il fotovoltaico in fossa, il mini impianto idroelettrico, il data center containerizzato, il Bess (sistema a batterie in container), il parco avventura con laghetto, migliorare il progetto originario con la produzione di energia alternativa». Tale risposta è stata poi aggiornata con l’indicazione che i progetti saranno valutati dalla stessa proprietà dell’area interessata.

D: «I cancelli sono stati chiusi e devono rimanere chiusi, questa è la volontà dei cittadini».

R: «La commissione ispettiva approvata all’unanimità nel consiglio del 19 maggio esaminerà gli atti per attribuire la responsabilità sulla chiusura dell’accordo di programma avvenuta nel 2009. L’accordo di programma era un’area verde, ma l’accordo è stato chiuso; allora Comune e operatore privato (Ecoceresc srl) hanno firmato una convenzione per il ripristino ambientale della durata di 7 anni, ma senza controlli né vincoli sui materiali. L’operatore, come detto in commissione, ha detto di non aver trovato i materiali autorizzati da conferire e quell’atto prevedeva allora altri materiali. Con il ricorso che abbiamo presentato, e vinto, abbiamo impedito l’arrivo ad esempio dell’amianto, ma non possiamo dimostrare che il materiale era irreperibile come sostenuto dall’operatore. La situazione di stallo è stata superata negoziando un ripristino ambientale percorribile, cautelandoci nella nuova convenzione perché anche in futuro non si faccia una discarica, dal momento che il materiale conferito è deciso dall’inizio e non potrà cambiare, proprio come previsto nei progetti di riqualificazione ambientale».

D: «Bisogna trovare una soluzione politica a un problema presente da trent’anni. Qual è la volontà di questa amministrazione comunale: stare con il privato o con i cittadini? Non c’è nessuna fretta di chiudere questa partita, il termine è nel 2030. State utilizzando il territorio come un bancomat per incassare i risarcimenti e lo fate bypassando i cittadini. Sarete ricordati come quelli che hanno messo in pericolo la salute dei cittadini agendo alle loro spalle».

R: «Il nostro progetto è stato presentato nella passata amministrazione, è stato ampiamente discusso in campagna elettorale, altro che fatto alle spalle. Bisogna accettare il voto del popolo».

Da oggi Cerro Maggiore si ritrova (e si diverte) nel rinnovato parco Dell’Acqua

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