VARESE – «Dittatura di Stato. Mi dichiaro prigioniero politico». Francesco Tomasella, ex candidato sindaco di Varese e convinto oppositore delle restrizioni Covid in tempo di lockdown, è stato condannato oggi, martedì 10 giugno, a 11 anni e tre mesi dal tribunale di Varese. Era accusato di stalking e violenza sessuale nei confronti della ex. Show dell’imputato dopo la lettura del dispositivo di condanna in primo grado. Il Pm Maria Claudia Contini aveva chiesto una condanna a 12 anni e 6 mesi.
Drammatica testimonianza
La vittima in aula aveva spiegato, nel corso di un lungo quanto drammatico esame, aveva raccontato di tre anni di paura, tanto era durata la relazione tra i due. «La prima volta che mi costrinse, contro la mia volontà, ad avere un rapporto orale, dopo avermi picchiato e insultato, ho lucidamente pensato che sarei morta. Che non sarei arrivata al mattino del giorno dopo e che le mie figlie sarebbero rimaste orfane», questo uno dei passaggi forti della testimonianza resa in aula dalla vittima, assistita dall’avvocatessa Chiara di Giovanni, lo scorso 4 febbraio.
Dittatura di Stato
La donna aveva raccontato in aula delle botte, della paura, delle violenze subite, delle proposte di matrimonio a Parigi ma anche dei deliri religiosi di Tomasella, della sua ossessione per la madre. Tomasella, per contro, si è sempre dichiarato innocente, in particolare sul fronte degli stupri, respingendo le accuse. Inizialmente aveva anche considerato un patteggiamento per gli atti persecutori ma mai per le violenze sessuali. In aula si era difeso negando gli addebiti e dichiarando di non aver mai voluto fare del male all’allora compagna. Il collegio gli aveva già negato i domiciliari. Oggi la sentenza in primo grado, con la vittima creduta dai giudici e Tomasella, come all’epoca Covid, che paventa complotti. L’uomo, detenuto da maggio 2024 per i fatti contestati, ricorrerà certamente in Appello.
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