BUSTO ARSIZIO – L’emergenza abitativa continua a premere ma il Comune ha poche carte da giocare. «Ci sono una cinquantina di richieste pendenti per gli sfratti ma gli alloggi temporanei che abbiamo a disposizione sono solo cinque per il 2025». A rivelarlo, in commissione servizi sociali, è l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni, che ha portato in discussione il nuovo regolamento dei servizi abitativi transitori (SAT), ovvero quella quota di case popolari che il Comune gestisce al di fuori della graduatoria regionale per tamponare le situazioni di urgenza degli sfratti.
Le nuove necessità abitative
«Sono per il 60-70% famiglie numerose, non indigenti ma con fragilità contrattuali oppure con un solo reddito, che fanno fatica a rispondere ai requisiti richiesti dai privati per l’affitto, e con sfratti o morosità accumulate che non agevolano l’accesso al mercato privato – l’identikit del bisogno di casa tracciato dall’assessore Reguzzoni – ma ci sono anche coppie di anziani o anziani single, vedove e vedovi, che alla scadenza del vecchio contratto di affitto hanno una pensione troppo bassa per stare al passo con gli aumenti dei canoni che vengono imposti». Situazioni che secondo l’assessore fanno emergere l’esigenza di «un’analisi sulle nuove necessità abitative» che non trovano più sbocco nelle attuali regole degli alloggi popolari.
Gli alloggi “temporanei”
Si chiamano SAT, “Servizi Abitativi Transitori”, ed è quella quota di alloggi popolari che viene messa a disposizione del Comune per tutte quelle esigenze “extra graduatoria” che emergono sul territorio. Per legge, ogni anno vengono destinati a questo scopo il 25% degli alloggi disponibili per le assegnazioni da effettuare sulla base del bando regionale. Ma in anni di “magra”, con pochi appartamenti di edilizia residenziale pubblica che si liberano, gli alloggi SAT finiscono per contarsi sulle dita di una mano. Come i cinque di quest’anno, del tutto insufficienti per rispondere alle cinquanta e più famiglie che bussano in via Roma con la disperazione di chi rischia di rimanere senza un tetto.
Il nuovo regolamento SAT
Il nuovo regolamento proposto dall’assessore Paola Reguzzoni prevede tre modifiche sostanziali. Innanzitutto, viene tolto il requisito dello sfratto esecutivo, che tendeva ad «incentivare “cattive abitudini” nei confronti dei proprietari di casa» da parte di chi per candidarsi ad ottenere un alloggio SAT finiva per accelerare le procedure di sfratto. Poi, cambia la durata della disponibilità dell’alloggio: i cinque anni previsti per legge diventano un termine massimo «in via eccezionale», mentre il nuovo termine previsto dal regolamento comunale è di un anno rinnovabile anno per anno, in modo da rendere veramente temporanea la permanenza, anche perché «un anno – sottolinea l’assessore – è sufficiente per iscriversi alla graduatoria delle case popolari». Infine, cambiano i punteggi per la graduatoria SAT, togliendo le premialità per le famiglie numerose che «era un doppione di quella già prevista nel bando regionale» per l’accesso alle case popolari.
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