TORINO – Una delle più grandi aziende sanitarie del Piemonte, la Città della Salute, è al centro di un’inchiesta giudiziaria che vede sotto la lente di ingrandimento della magistrarura dieci anni di conti per i quali sono sotto accusa sedici dirigenti. L’inchiesta è ora in una fase cruciale con l’apertura dell’udienza preliminare davanti al Gup Valetina Rattazzo. Sedici i manager della sanità pubblica indagati: sono i vertici e i dirigenti che nel recente passato hanno gestito il bilancio dell’azienda sanitaria, una delle più importanti del sistema sanitario piemontese. Sono sospettati di avere manipolato i bilanci con operazioni cantabili per nulla chiare, così da generare un buco superiore a 10 milioni di euro. Benché per la procura, con i pm Mario Bendoni e Giulia Rizzo, l’entità reali del patatrac finanziario si misurerebbe in almeno 120 milioni di euro considerati fuori controllo.
Ma che cosa sarebbe successo? Secondo le accuse sarebbe spariti ticket mai conteggiati, così come una serie di presunti crediti fantasma e di trattenute mai applicate, fino all’elusione della norma Balduzzi, un provvedimento che impone una trattenuta del 5 per cento sulle attività in libera professione, soldi che dovrebbero poi essere reinvestiti nella sanità pubblica.
Secondo le perizie dei consulenti tecnici della procura “le rappresentazione nei bilanci non erano veritiere” e “le retribuzioni accessori venivani distribuite a pioggia”, in spregio a tutte le norme contabili e della casse pubbliche. La strategia difensiva si basa sulla presenza di un consulente, esperto di contabilità, che, in alcune circostanze, avrebbe suggerito come compilare i bilanci, in particolare quello del 2022, il documento considerato irregolare. Di più, i difensori sostengono anche la Regione Piemonte e l’attuale azienda ospedaliera potrebbero essere considerati corresponsabili civili in quanto, chi ha sbagliato, ha agito per conto dei loro datori di lavoro, cioè la stessa Regione e l’azienda.
Nel frattempo, la Città della Salute, oggi retta da nuovi vertici nominati dalla giunta Cirio, si è costituita parte civile insieme alla Regione Piemonte e ad alcuni sindacati dei medici. Il motivo? Ottenere i risarcimenti per danni materiali e per il danno d’immagine subito dalla sanità p piemontese. Lunedì 16, il Gup deciderà sulla richiesta di costituzione di parte civile.
