SOMMA LOMBARDO – Il centrosinistra lavora per cercare la continuità a Somma Lombardo dopo due mandati di Stefano Bellaria. A un anno dal voto, per il successore appare ormai una sfida a due in casa Pd tra il presidente del consiglio comunale Alessandra Apolloni e il vicesindaco Stefano Aliprandini.
Nel centrodestra è ancora prematuro fare nomi. Perché prima di decidere chi sarà il candidato sindaco, le segreterie dei partiti devono lavorare per ritrovare l’unità perduta negli ultimi anni. Una prova da superare tutt’altro che semplice: le scorie del passato, i forti rancori personali, una Lega che si è frantumata in tre parti e Fratelli d’Italia chiamata al ruolo di leadership dopo aver spaccato la coalizione cinque anni fa, sono fattori che potrebbero anche compromettere le trattative.
Il derby del centrosinistra
Nel centrosinistra di Somma salgono le quotazioni di Apolloni, già da tempo indicata come la principale scelta per il post-Bellaria. Ma crescono anche quelle del candidato in pectore, Aliprandini: dopo dieci anni da numero due, potrebbe ora ambire alla poltrona più importante di Palazzo Viani Visconti. E scambiarsi di ruolo proprio con Bellaria: non è infatti escluso che il sindaco uscente decida di rimettersi in gioco, stavolta come gregario a servizio del gruppo a fronte delle competenze maturate nel corso dei suoi due mandati. In questo modo non solo continuerebbe ad avere un posto da protagonista, ma garantirebbe quella continuità auspicata dall’attuale maggioranza.
Con il Pd – primo partito della coalizione – che pretende il candidato sindaco non sembra dunque avere speranze Edoardo Piantanida Chiesa che di fatto, dopo lo scioglimento di Somma al Centro, non ha più nemmeno un gruppo alle spalle. Ma lui resta sempre in piazza, sempre al fianco del sindaco per sondare il terreno. E, nel caso arrivasse la proposta, è pronto a farsi avanti.
Al centrodestra serve unità
Se il centrodestra dovesse ritrovare unità, allora servirà un nome che possa mettere tutti i partiti – Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega – d’accordo. La riorganizzazione degli azzurri è il dato politico più incisivo degli ultimi mesi. E ora, dopo aver ritrovato vitalità, vogliono contare di nuovo. Sulla scena sono tornati personaggi che hanno avuto ruoli anche pesanti, in passato. Come Franco Colombo e Massimiliano Albini. Ma soprattutto Silvio Pezzotta, per l’esperienza accumulata, l’impegno nel sociale e nello sport e per la sua notorietà: è scontato che il suo nome venga preso in considerazione. Infatti, a oggi, a livello di consenso personale in coalizione appare quello con il maggior appeal sulla città.
In realtà, guardando i numeri, toccherebbe a FdI dare le carte: o con il presidente di circolo Daniele Consonni oppure con la capogruppo Manuela Scidurlo, che punterebbe a una rivincita dopo il tentativo di cinque anni fa.
Alla spasmodica ricerca di un candidato, da mesi circolano (o vengono fatti circolare ad arte) i nomi più disparati. Nell’elenco ci sono anche Dario Pulli, ex assessore in quota FI. Oppure Valter Mascheroni, ex presidente della Pro Loco. Ma anche un ritorno del già due volte sindaco Guido Colombo. Soltanto una suggestione? Forse. Ma qualcuno comincia davvero a rimpiangerlo. E a rimpiangere quella visione che – nel suo primo mandato – cambiò il volto alla città.
Gli apolidi, i lupi solitari e i politici senza partito
Poi ci sono tutti gli altri. Mai come stavolta la politica sommese conta – tra “apolidi”, lupi solitari e politici senza più partito – pacchetti di voti che, messi assieme, potrebbero spostare gli equilibri. A partire dai due gruppi civici, in opposizione, che si sono staccati dalla Lega. Da un lato SommaSì di Alberto Nervo, che fin dall’inizio ha escluso ogni possibilità di appoggiare qualcuno: vuole provarci da solo e, nel caso, giocarsi il tutto per tutto al secondo turno. Dall’altro c’è Noi per Somma di Alberto Barcaro: dopo l’espulsione dalla Lega e il ritorno in Provincia, ora è arrivato il momenti di prendere una decisione: alle Amministrative 2026 di Somma dovrà capire dove intende riposizionarsi.
C’è poi Piercesare Iametti, c’é Lombardia Ideale rappresentata da Giancarlo Norcini, oggi vicepresidente della Fondazione Girasole. Ma c’è anche l’ex Udc, Luigi Mancini. Fino all’ex Italia Viva, Paolo Ciavarella, che – dicono – stia meditando un ritorno in Forza Italia. È evidente che da soli andrebbero poco lontano. Per questo motivo è cominciata la fase di riposizionamento. Molti stanno tastando il terreno per capire che percorso intraprendere. Altri vengono cercati, perché è chiaro che la presenza di tante piccole liste e autonome si trasformerebbe in un autogol per il centrodestra. E, a quel punto, il centrosinistra non dovrebbe fare altro che guardare gli avversari mentre si portano via voti fra di loro. Molti, invece, potrebbero anche lavorare con l’obiettivo di far germogliare un Listone civico e di centro.
Infine, c’è Azione: il gruppo guidato da Andrea Vaccariello continua a ribadire di volere uscire da queste logiche e punta a creare una squadra abbastanza solida da correre da sola al primo turno per diventare determinante nell’eventualità del ballottaggio. Un obiettivo ambizioso ma allo stesso tempo molto, molto rischioso.
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