SOMMA LOMBARDO – Somma Lombardo si prepara per la partita delle Amministrative 2026. A circa un anno e mezzo dal voto (sembra parecchio tempo: non lo è), le forze politiche sono al lavoro per stabilire le prime mosse da compiere sullo scacchiere elettorale. Lo dimostrano, intanto, le segreterie dei partiti di centrodestra. Che da tempo hanno intensificato i tavoli con l’obiettivo di trovare una linea comune dopo essere stati separati per anni. E puntare a correre uniti. Un’ovvietà? Tutt’altro, vista la spaccatura promossa da Fratelli d’Italia del 2020 e i tormentati anni di opposizione con una Lega che si è addirittura divisa in tre. Dall’altro lato del campo c’è, invece, il centrosinistra che non potrà più contare sul sindaco Stefano Bellaria, arrivato al termine del suo doppio mandato. Serve rinnovamento e la coalizione che amministra la città dal 2015 ora sta ragionando se allargarsi possa essere la strategia migliore per non cedere il passo agli avversari. Fino alle new entry, che cercano di ritagliarsi uno spazio nella vita politica cittadina: è il caso di Azione, che di recente ha dato vita alla sezione sommese e ora vuole essere protagonista. Insomma, sono già tutti all’opera.
Su è giù
Ma andiamo in ordine. Il centrosinistra (guidato dal Pd e sostenuto da Somma Civica, Sinistra per Somma e Somma Futura) e il centrodestra (diviso in quattro parti diverse: Fratelli d’Italia, Lega, SommaSì, Noi per Somma) hanno avuto entrambi alti e bassi negli ultimi anni. Con i bassi che si sono fatti sentire: litigi e scontri hanno portato a clamorose fratture, mentre nuovi gruppi sono nati e vecchi amori sono risbocciati (vedi Gerardo Locurcio, ex presidente in aula con Somma al Centro che – dopo le dimissioni – si è riavvicinato a Forza Italia). Un caos, va detto. Quindi la prima mossa da fare è: rimettere ordine, stringere o confermare alleanze e trovare un candidato ideale.
Il vaso del centrodestra. I nomi
In Giappone c’è un antico detto: quando un oggetto in ceramica si rompe, lo si ripara con l’oro secondo la convinzione che un vaso rotto e aggiustato sia più bello e forte di prima. Potrebbe essere la strategia del centrodestra: oggi le segreterie raccolgono i pezzi di una coalizione che vuole ritrovare l’unità perduta. Vale per Fratelli d’Italia e Lega, separati durante la corsa elettorale nel 2020. E vale per Forza Italia, che quell’anno rimase persino esclusa dal consiglio comunale: ora freme per tornare in prima linea, rafforzando i rapporti con gli altri partiti. Le trattative sono già avviate da tempo e, salvo imprevisti, le tre principali forze del centrodestra non dovrebbero avere troppi problemi a trovare una quadra. Ma la domanda resta: chi trascina il gruppo unito? Guardando i numeri e gli ultimi risultati a livello regionale e nazionale, tocca al partito di Giorgia Meloni dare le carte. Se così fosse, dopo il tentativo di Manuela Scidurlo cinque anni fa, ora la candidatura a sindaco potrebbe spettare al presidente del circolo cittadino Daniele Consonni. Potrebbe. Perché in coalizione c’è chi resta convinto che il solo modo per vincere è trovare un nome civico che possa spostare gli equilibri. In altre parole: riproporre, con interpreti diversi, la strategia di vent’anni fa, quando un profilo alla Guido Colombo portò all’inaspettata vittoria del 2005. Un nome che circola, forse messo in giro soltanto ad arte, è quello di Paolo Rovelli. L’imprenditore si sta facendo notare con le attività firmate da La Cattedrale, con progetti come lo show di freestyle di motocross o i murales che fanno molto (ben) parlare di Somma. Non si tratta di un neofita della politica, visto che è stato consigliere comunale d’opposizione con Forza Italia durante il governo di Claudio Brovelli. Curioso è poi il fatto che sia una personalità che interessa non solo al centrodestra. Ma sembra possa piacere anche al centrosinistra, magari soltanto per averlo in squadra.
Cosa c’è in mezzo?
Poi ci sono quelle liste – in opposizione – formate dagli ex leghisti sommesi. Una è SommaSì rappresentata da Alberto Nervo, che potrebbe scegliere di sostenere il centrodestra come quota civica. L’altra è Noi per Somma di Alberto e Martina Barcaro: la strada che sceglieranno è tutto un mistero. Quasi impossibile riconciliare la rottura con la Lega, avvenuta nel 2023 per il caso deleghe di Alberto Barcaro a Villa Recalcati. Così come è difficile che si rimargini la ferita della spaccatura del 2020 durante la campagna elettorale, lo dimostrano gli ultimi anni di opposizione distante da FdI. Proverà, quindi, a giocare la partita al Centro proprio come ha fatto quando era in lista alle Provinciali? Forse sì, ammesso che anche a Somma germogli un listone civico di centro, che diventerebbe il terzo percorso elettorale.
La mossa del centrosinistra
Anche il centrosinistra ha più di un dubbio da sciogliere. Si avvicina la fine del secondo mandato Bellaria ed è cominciato il totonomi per individuare un successore sulla base delle attuali alleanze, con diverse opzioni su cui scommettere. Il Pd è la prima forza di maggioranza da dieci anni, non è escluso che possa pretendere il candidato sindaco: su tutti, il nome che più risuona negli ambienti di centrosinistra è Alessandra Apolloni, attuale presidente del consiglio comunale e per anni capogruppo in aula. Ma c’è anche l’opzione vicesindaco, in genere il candidato in pectore per raccogliere il testimone del primo cittadino: sarebbe Stefano Aliprandini, quindi, un’alternativa dem.
Poi, se è vero che a fare la differenza è la presenza sul territorio, allora spunta anche l’ipotesi Edoardo Piantanida Chiesa di Somma Futura: sempre in piazza, sempre al fianco del sindaco. Insomma, lecito pensare che stia sondando il terreno. Bellaria d’altronde non ha mai nascosto di avere massima fiducia nei suoi confronti, anche – e soprattutto – durante la querelle di Somma al Centro. Che ha portato Locurcio a dimettersi da presidente del consiglio comunale e ha costretto Piantanida Chiesa a fondare un nuovo gruppo (Somma Futura, appunto) che lo rappresentasse in maggioranza.
Dove va Azione?
Esiste poi un secondo scenario per il centrosinistra, nel caso la strategia sia di aprire a nuove alleanze. E qui interviene Azione. La sezione sommese, guidata da Andrea Vaccariello, negli ultimi mesi ha cominciato a farsi sentire su alcune delle partite più dibattute in città. E adesso vuole sancire il suo ingresso nella vita amministrativa con le prossime elezioni. Resta da capire da che parte starà. Freschi sono i risultati delle Regionali in Emilia Romagna e in Umbria, dove ha vinto il campo larghissimo del centrosinistra. Incluso il sostegno di Azione. Tanto basta perché il vento, anche a Somma, possa soffiare in questa direzione. Ma c’è un problema: oggi Azione è formata da molti ex Forza Italia. E nel centrosinistra c’è chi solleva un dubbio di incompatibilità personale, ostacolo da superare affinché il progetto vada in porto. Se si riuscirà a trovare un accordo, è necessario trovare un nome che metta tutti d’accordo. Come quello dell’attuale amministratore delegato di Spes, Mauro Pettinicchio. Un professionista stimato e una personalità trasversale, motivo per cui l’amministrazione comunale lo ha già individuato per guidare l’azienda speciale.
Ciò detto, resta aperta ogni soluzione per il momento. Anche quella (più improbabile) che il partito decida di correre da solo. La certezza è che la politica sommese ribolle. Manca un anno e mezzo alle elezioni e tutti sono già al lavoro.
Somma al voto, candidati a confronto in diretta streaming a Malpensa24
