La Uyba giovani alza l’asticella, Luciano Pedullà chiude il cerchio: “Finalmente a Busto”

BUSTO ARSIZIO – Per tutti è il “professore”, per aver insegnato Scienze Motorie al Liceo e all’Università di Milano; in realtà è un vero e proprio maestro. Come da noi anticipato lo scorso 16 giugno, Luciano Pedullà sbarca (finalmente) a Busto: sarà il nuovo direttore tecnico della Uyba giovani. Per il tecnico novarese – in passato coach di Chieri, Forlì, Trecate, Novara, Pesaro, Monza, nonché dell’Italia Under 19 e Under 20, della Romania e della Germania – si chiude così idealmente il cerchio di una carriera pazzesca:

“Avendo giocato più volte da “avversario” al Palasport di Busto, non nascondo di aver sempre ammirato e persino invidiato l’ambiente bustocco, col suo pubblico caldo e passionale, ma sempre estremamente corretto e sportivo. In passato, a dirla tutta, sono stato anche vicino dal poter allenare la Uyba, ma nel 2006 per un motivo, nel 2022 per un altro, i contatti iniziali non si sono poi concretizzati, così come accaduto nel 2019, a livello giovanile”

Meglio tardi che mai…

“Devo dire grazie all’avvocato Foti, con cui c’è una vecchia amicizia fin dai tempi di Sumirago. Appena mi ha chiesto se ero motivato ed interessato ad iniziare un percorso nel giovanile, ho subito accettato, senza esitazioni: l’idea di lavorare a Busto è un desiderio che cullo da tempo“.

Si dice da tanto tempo…

“E’ proprio così. Ricordo ancora la prima volta che venni a giocare in questo Palasport, allora decisamente spoglio, ma pur sempre affascinante per l’imponenza della struttura. Era il 1997: per festeggiare la promozione ottenuta con l’Omegna, l’amico Volpicella (ai tempi in biancorosso -ndr) ci invitò a Busto per un’amichevole. Un bel ricordo così come la vittoria tiratissima al tie-break ottenuta dal mio Sassuolo (reduce dalla vittoria di Coppa Italia di A2) contro una Uyba fin lì imbattuta in casa. Un successo esaltante, davanti ad un pubblico caldissimo che alla fine applaudì vincitori e vinti”.

Quel Palasport spoglio e grigio, ora è un’Arena moderna e colorata

“L’Arena è davvero bellissima. Sapere che le giovanili possano giocare in un simile impianto è sicuramente un plus: un motivo stimolante per tutto il movimento”.

Un movimento, già di punta a livello provinciale, chiamato ad alzare ulteriormente l’asticella

“Avendo avuto esperienze a livello giovanili sia ad Acqui Terme, sia ad Orago ho sposato da subito il progetto di Busto. Un progetto triennale che dovrà portare la Uyba a continuare a crescere. Se pensiamo che il settore giovanile della Uyba è di fatto rinato sei anni fa, di strada ne è già stata percorsa parecchia: alle finali nazionali – e la Uyba giovani vanta due recenti partecipazioni – non ci si arriva certo per caso. Sportivamente parlando ho trovato un ambiente disciplinato, con una cultura del lavoro importante: una base sicuramente importante su cui impostare nuovi step”.

Un passo alla volta per provare ad avvicinarsi a Milano, anziché accontentarsi della supremazia cittadina nei derby Uyba-Futura…

“Bracco Pro Patria così come Visette sono realtà storiche che lavorano da anni a livello giovanile, con risultati e traguardi frutto non certo del caso, ma di programmazioni. Senza dimenticare Viscontini e le altre società del Milanese, la recente ascesa del VeroVolley – che a Monza può addirittura contare su una foresteria – ha sicuramente alzato ulteriormente la competitività di un’area – quella milanese – che è sì avanti, ma non così lontana. La provincia di Varese, dal suo canto, vanta infatti una tradizione di grandissimo livello: e la “rivalità”, se così possiamo definirla, fra Uyba e Futura può solo far bene al movimento, innescando una sana competizione a migliorarsi”.

Per restare al mondo Uyba giovani, ha già un’idea sulle squadre con cui Busto si presenterà ai nastri di partenza della prossima stagione?

“Stiamo definendo ancora qualche ultimo dettaglio sui tecnici così come sulle atlete, ma verosimilmente ci presenteremo al via con una squadra Under 18, due Under 16, una Under 14, due Under 13 e due Under 12. Con un nuovo concetto base di sviluppo, concordato con lo stesso Foti: tutti gli allenatori del vivaio – indipendentemente dalla categoria – graviteranno attorno alle squadre, per una maggiore condivisione del lavoro e dei percorsi”.

Quando si dice Pedullà si pensa subito ad Eleonora Lo Bianco, una delle “creature” meglio forgiate dal professore, fra l’altro apprezzata dal vivo anche a Busto. Ma Leo non è stata l’unica eccellenza passata fra le mani esperte del tecnico novarese…

“Io ricordo sempre Sara Anzanello: all’inizio mi dicevano che “inciampava nei suoi piedi”, poi è diventata quella che abbiamo conosciuto e stimato tutti”.

Per ritornare ai giorni nostri, un’ultima curiosità: della Uyba attuale chi ha visto crescere?

“A parte Giuditta Lualdi che, ai tempi di Cislago, avevo avuto il piacere di allenare per una settimana, delle giocatrici della Uyba attuale ho lavorato con diverse di loro: da Alessia Gennari, incrociata durante gli anni di Sassuolo, a Valentina Diouf, conosciuta con la madre ai tempi della Sanmartinese. E ancora Francesca Parlangeli e Jennifer Boldini, viste all’opera nelle rappresentative regionale di Piemontesi e Lombardia”.

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Luciano Pedullà Uyba giovani – MALPENSA 24
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